Antonio Albanese a Montebelluna e Treviso 

Sabato 7 ottobre, Antonio Albanese sarà a Montebelluna e a Treviso per presentare il suo ultimo film, Cento domeniche, una storia che affronta il tema delicato della truffa bancaria e delle sue devastanti conseguenze sui piccoli risparmiatori. Il film verrà proiettato alle 16:00 al cinema Italia Eden di Montebelluna, seguito da un incontro con il pubblico. Successivamente, Albanese si sposterà al cinema Edera di Treviso per un’ulteriore proiezione e dibattito.

Il legame con Montebelluna
La scelta di Montebelluna per la prima proiezione non è casuale. La città è il simbolo della crisi di Veneto Banca, una vicenda che ha colpito profondamente i cittadini e i piccoli imprenditori della zona. Tra il pubblico, saranno presenti anche i membri del Comitato Don Torta, che rappresentano i risparmiatori truffati dal crac dell’istituto di credito. Andrea Arman, presidente del comitato, ha dichiarato che il film affronta con sensibilità un argomento doloroso per molti abitanti del territorio, ancora in attesa di risarcimenti adeguati dal Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR).

«Una delegazione del nostro gruppo sarà fra il pubblico – dice Andrea Arman, presidente del Comitato Don Torta – e se ci permettono partecipiamo volentieri al dibattito. Abbiamo visto il trailer del film, che sembra trattare un argomento importante con sensibilità».
Cento domeniche: una storia universale
Il film, girato a Lecco, racconta la storia di un operaio, derubato dei suoi risparmi, un personaggio che richiama le radici di Albanese stesso, che prima di diventare attore ha lavorato come tornitore. «Sono stato fortunato ma non dimentico da dove arrivo – ha detto il regista – La provincia è il mondo della semplicità, dei sogni senza pretese. Un mondo dove le relazioni contano più dei social». Una situazione in parte sovrapponibile a quella di Montebelluna, dove però fra i truffati ci sono non solo operai, ma anche molti piccoli imprenditori. «Io volevo raccontare la gente normale – dice Albanese – che continua a tenere in piedi questo paese. Non volevo fare un film di denuncia sul sistema bancario ma raccontare la vigliaccheria di alcuni individui e l’ingiustizia che si abbatte su un uomo perbene».

Fonte: Il Gazzettino

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