La storia di Ottavio Bottecchia, uno dei più grandi ciclisti italiani, torna a vivere a San Martino di Colle Umberto con l’apertura di un museo dedicato al campione, celebrato non solo in Italia, ma anche in Francia, dove era affettuosamente soprannominato “Botescià”. Bottecchia, vincitore di due Tour de France consecutivi nel 1924 e 1925, è noto per essere stato il primo corridore a indossare la maglia gialla ininterrottamente dalla prima all’ultima tappa.
La nuova struttura museale espone una selezione di oggetti storici, video e fotografie che raccontano la vita e la carriera di Bottecchia, grazie alla collaborazione dei suoi pronipoti che hanno condiviso preziosi ricordi di famiglia. Questo progetto è frutto dell’impegno di un’intera comunità, che desidera onorare il suo campione e tramandare la sua memoria alle future generazioni. Bottecchia, l’ultimo di otto figli, ha dimostrato il suo spirito altruista, utilizzando parte dei premi vinti per acquistare vestiti per la sua famiglia, in un’epoca in cui anche un paio di scarpe rappresentava un lusso. La sua figura non è solo quella di un atleta, ma di un uomo che ha saputo affrontare le difficoltà della vita con determinazione e umanità.
Tuttavia, il museo non potrà mai svelare il mistero che circonda la morte di Bottecchia, avvenuta a soli 33 anni. Le circostanze della sua scomparsa sono avvolte nel dubbio: un malore durante un allenamento, o un omicidio legato alla sua opposizione al fascismo, o ancora motivi di gelosia o interessi economici. Le versioni sono tante e, forse, non sapremo mai cosa avvenne prima dell’ultima pedalata.
Fonte: Rai News

