James Harden, una delle icone più celebri dell’NBA, noto come “The Beard” per la sua inconfondibile barba, è stato il protagonista assoluto dell’Adidas Eurocamp che si sta svolgendo a La Ghirada di Treviso. La star, come facilmente prevedibile, non solo ha attirato l’attenzione e l’ammirazione dei partecipanti, ma ha anche richiamato numerosi giovani tifosi, provenienti anche da fuori provincia. «Sappiamo quanti giocatori usciti da questo camp hanno poi avuto una grande carriera in Nba -spiega Harden- E anche in questo caso ho visto tanto potenziale, tanti ragazzi che possono ambire a fare strada in Nba. Ho trovato un bel posto e un’ottima organizzazione. È stata davvero una giornata entusiasmante».
Coach in campo
Il 34enne, ex mvp della stagione regolare Nba 2018, tre volte miglior marcatore, due volte miglior assistman, dieci partecipazioni all’All Star game e futuro componente dell’Hall of fame, è sbarcato alla Città dello sport alle porte del capoluogo poco dopo le 10.30: in palestra ha preso parte agli allenamenti dei vari gruppi di prospetti invitati alla rassegna, provando diverse situazioni di gioco e dando diverse indicazioni insieme ai coach della manifestazione. «Per me essere un leader significa anche insegnare qualcosa ai ragazzi e cercare di aiutarli a raggiungere i loro obiettivi -conferma- Il mio consiglio a loro e a tutti i giovani giocatori è semplicemente di stare in palestra, direi quasi di vivere in palestra. Continuare a lavorare sul proprio gioco. Perché prima o poi ti capiterà un’opportunità per diventare un professionista, che sia tramite l’Eurocamp o in qualche occasione successiva. Ma se non sei preparato, non sai cosa può succedere». Il cestista ha incontrato i ragazzi e le ragazze dei settore giovanile della Benetton Basket e delle Pink Stars: in circa 130 sono riusciti a scattare alcune foto insieme ed a ricevere un autografo. Le rigide misure di sicurezza, invece, non hanno consentito di soddisfare l’entusiasmo dei numerosi tifosi che hanno atteso il campione americano all’esterno della palestra. Scortato dal suo staff, il “Barba” è subito ripartito sul pulmino dai vetri oscurati.
Tour della Marca
Nel suo primo viaggio in Italia, JH si è concesso un breve tour sulle colline del Prosecco, e nel cuore di Treviso. Tornando alla palla a spicchi, afferma convinto che il numero e la rilevanza dei giocatori europei al di là dell’Atlantico continuerà ad aumentare «perché il basket europeo sta crescendo molto e spinge a crescere anche il basket americano: e questa è un’ottima cosa per l’Nba e per tutta pallacanestro». A spalleggiarlo, ieri, anche un altro ospite speciale dal campionato a stelle e strisce, tra l’altro suo compagno proprio ai Clippers, il centro croato Ivica Zubac. E da Treviso c’è pure il tempo per un tributo a Mike D’Antoni, indimenticato allenatore della Benetton, poi sulla panchina degli Houston Rockets nelle stagioni forse migliori di “The Beard”: «È il mio coach preferito a livello professionale -sorride non a caso Harden- Ha cambiato il basket, ha una profonda conoscenza del gioco ed è molto bravo in tutto quello che fa».
Fonte: Il Gazzettino

