Treviso si candida a capitale della bicicletta 

Una rete ciclabile per la “Grande Treviso”

Treviso si prepara a rivoluzionare la mobilità con un piano da 70 milioni di euro destinato a creare una rete di 150 chilometri di piste ciclopedonali, collegando il capoluogo ai comuni limitrofi. Il progetto mira a ridurre traffico e inquinamento, promuovendo l’uso quotidiano della bicicletta.

Secondo il sindaco Mario Conte, questa iniziativa si allinea con le politiche europee sulla mobilità sostenibile e potrebbe ottenere finanziamenti comunitari. La rete includerà percorsi iconici come la Treviso-Ostiglia, la Greenway del Sile e la Venezia-Monaco, con un potenziale indotto economico significativo grazie al crescente interesse per il cicloturismo.

La candidatura per l’UCI Bike City Label

Treviso punta a ottenere il prestigioso riconoscimento “UCI Bike City Label” durante i mondiali di ciclismo a Zurigo, consolidando la sua posizione come capitale mondiale della bicicletta. Questo titolo valorizzerebbe ulteriormente il territorio, già noto per eventi come il mondiale Gravel e per il grande amore dei trevigiani verso le due ruote.

Il progetto non si limita alla mobilità: secondo l’assessore regionale Federico Caner, il cicloturismo offre anche una grande opportunità economica. Si stima che percorsi come la Venezia-Monaco possano attrarre 500mila cicloturisti all’anno, generando un indotto di oltre 60 milioni di euro, con una spesa media giornaliera superiore ai 95 euro.

Un altro tassello chiave è il completamento del velodromo di Spresiano, un progetto fermo da anni. Con un investimento totale di 35 milioni di euro, i lavori dovrebbero riprendere a breve e concludersi entro 18 mesi dall’avvio. L’infrastruttura offrirà quasi 3mila posti a sedere, una palestra e una nuova strada di collegamento da 1,3 milioni di euro.

Il progetto ambizioso di Treviso mira a integrare sport, turismo e mobilità sostenibile, rendendo la città un modello di eccellenza per il ciclismo. Se il sogno diventerà realtà, Treviso potrebbe non solo attrarre ciclisti da tutto il mondo ma anche dimostrare come la mobilità sostenibile possa trasformare il territorio.

Fonte: Il Gazzettino 

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