Treviso, cellulari sotto chiave per favorire la socialità tra studenti

Alle scuole medie Serena di Treviso, dal giorno 8 aprile, vige un nuovo regolamento: niente più cellulari a disposizione degli studenti. La ragione? Favorire la socialità intra pari. Ogni mattina, alle ore 7.50, gli studenti devono depositare i propri cellulari in apposite cassette di sicurezza, dove rimangono sotto chiave fino alla fine della giornata scolastica, anche durante la ricreazione. La chiave delle cassette viene gestita dai collaboratori scolastici, che la restituiscono solo all’ultima ora di lezione.

L’iniziativa mira a stimolare la comunicazione diretta tra gli studenti durante le pause, riducendo l’uso del telefono. Il regolamento era già severo, proibendo l’uso degli smartphone durante le lezioni, ma con questa misura si elimina ogni tentazione di utilizzo. «Le cassette porta-cellulari rappresentano un livello di sicurezza in più, a tutela dei beni dei nostri alunni – spiega la preside Quadrini – la scuola è molto grande e i protocolli di sicurezza, che passano anche attraverso semplici accortezze, facilitano il nostro lavoro»

Non tutte le scuole condividono questa strategia. Alcuni istituti, come il Planck di Lancenigo, stanno valutando l’introduzione delle cassette di sicurezza per gli studenti più giovani. Altri, come il turistico Mazzotti e l’istituto per geometri Palladio, ritengono che sia fondamentale insegnare agli studenti a gestire autonomamente il cellulare. «Chiediamo ai ragazzi di tenere i telefoni spenti e di lasciarli nello zaino durante le lezioni. Se li usano, vengono ritirati – sottolinea la preside Anna Durigon – non riteniamo corretto prendere loro i cellulari e metterli in una cassetta di sicurezza.

Perché così i ragazzi non si educano mai. Devono essere in grado di gestire l’uso del loro cellulare».

Nella maggior parte delle scuole vale l’indicazione di tenerli spenti all’interno dello zaino. Come in quelle dell’Ic Felissent di Treviso. «L’utilizzo del cellulare è proibito, tranne per le attività didattiche guidate dall’insegnante – fa il punto la preside Francesca Magnano – altrimenti deve restare spento nello zaino. Se utilizzato senza autorizzazione, viene ritirato, informati i genitori e riconsegnato direttamente a loro». La formazione dei ragazzi è fondamentale anche in questo ambito. «Facciamo una formazione mirata, il regolamento d’istituto prevede regole di utilizzo e in futuro ci potranno essere i patti digitali tra scuola e famiglia – dice Dorana Renno, preside dell’Ic Stefanini – se violano le regole, scattano le sanzioni». Discorso simile per l’Ic Coletti di Treviso. Il regolamento prevede sanzioni crescenti: se si usa lo smartphone senza autorizzazione scatta la nota, se si fanno riprese video durante le lezioni si aggiunge la comunicazione al preside e ai genitori e se si diffondono online immagini inappropriate si passa al procedimento disciplinare, con coinvolgimento del consiglio di classe e sospensione fino a 15 giorni (si va oltre nel caso di diffusione di immagini a contenuto sessuale). Mentre nelle scuole di Zero Branco è stato fatto un passo in più con l’elenco degli alunni autorizzati dai genitori ad avere il telefonino «Abbiamo un elenco di alunni i cui genitori hanno autorizzato il possesso – tira le fila la preside Maria Francesca Dileo – ma con l’obbligo di tenerlo spento una volta entrati nel perimetro della scuola».

Fonte: Il Messaggero  

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