L’edizione del 2024 di Suoni di Marca ha raggiunto numeri da capogiro, con 100mila spettatori accorsi sulle Mura di Treviso per sedici serate di musica ed emozioni. Un risultato straordinario che ha spinto l’organizzatore Paolo Gatto a dichiarare: «un ritorno a quell’emozione grande delle prime manifestazioni». Dal 1990 a oggi, il festival ha accumulato 68 settimane di musica live, consolidandosi come una delle manifestazioni più amate in Italia. L’edizione 2024 ha regalato momenti indimenticabili: «Con questa edizione, Treviso diventa il capoluogo della musica rock» ha decretato Gatto. Da Tolo Marton che improvvisa uno degli assoli più incredibili dell’anno, rendendo giustizia al suo titolo di “Jimi Hendrix” italiano, a Valerio Lundini e i Vazzanikki che sono scesi dal palco per suonare e fare spettacolo tra il pubblico, passando per l’energia inesauribile di un mostro sacro della canzone italiana come Donatella Rettore e le fresche sferzate d’hip hop di un carichissimo Willy Peyote.
Tra i concerti più seguiti, il ritorno dei Planet Funk, che ha registrato 5000 presenze e un’affluenza straordinaria anche all’esterno dell’area concerti. «L’impatto del pubblico di questa 34esima edizione è stato davvero importante – spiega Gatto – che me l’ha fatta vivere con un’emozione grandissima, come se fossimo tornati alle prime volte. La gente ha risposto con grande calore e finalmente ho visto lontano lo spettro del covid, con le persone che si abbracciavano e ballavano all’una di notte sotto al palchetto con il dj set».«Il pubblico ha una composizione eterogenea – continua l’organizzatore – e la grande festa che è Suoni di Marca fa bene alla città. Si riempiono gli alberghi, i negozi, bar e ristornati». Benefici collaterali che sono resi possibili anche dalla grandissima sinergia che Suoni di Marca ha costruito negli anni con le istituzioni locali, dal comune, fino alla Mom, per esempio con le navette a chiamata gratuite per gli eventi del festival. «Ringrazio il Comune, la polizia locale e tutti i nostri sponsor, ma i primi che devo ringraziare sono i 200 volontari che, come ogni anno, rendono possibile tutto questo. Sarebbe da nominarli uno ad uno, perché sono la spina dorsale di Suoni di Marca». Organizzare un evento di questo tipo, in uno spazio delicato come le mura, non è certo semplice. Un festival complesso che richiede la collaborazione di tutti, dai singoli cittadini fino al sindaco «e devo dire che ogni anno rimango soddisfatto – sottolinea Gatto – perché in tantissimi ci aiutano. Quest’anno per esempio è stato chiuso anticipatamente un cantiere in viale d’Alviano. Un concerto di lavoro che si fa ai tavoli della sicurezza per permettere a tutti di godere serenamente di queste due settimane». Un duro lavoro, che qualcuno dovrà pur fare: «Si dorme due o tre ore per notte – conclude Gatto – anche perché di giorno sono un papà a tempo pieno ma, come sempre, ne vale tutta la pena».
Fonte: Il Gazzettino

