Dal 28 settembre 2024 al 4 marzo 2025, il Centro Culturale Candiani di Mestre ospiterà una mostra dedicata al grande maestro delle avanguardie artistiche del ‘900, Henri Matisse. Il progetto espositivo, intitolato “Matisse e la luce del Mediterraneo”, è un viaggio nei capolavori dell’artista francese, esplorando i luoghi e le atmosfere che lo hanno ispirato, con un focus sulla sua interpretazione unica della luce e del colore.
L’esposizione, a cura di Elisabetta Barisoni, propone oltre cinquanta opere di Matisse, tra cui litografie e disegni provenienti dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna, nonché prestiti prestigiosi da musei come il Philadelphia Museum of Art, il Musée des Beaux-Arts di Bordeaux, il Centre Pompidou di Parigi e il Museo del Novecento di Milano.
Luce e colore sono quindi il fulcro della rassegna, insieme all’importanza, quasi un’ossessione, del disegno per Matisse.
Sette le sezioni per indagare La modernità viene dal mare, La Luce del Mediterraneo, L’età dell’oro, Il Mediterraneo, un paradiso unico, a cui si affiancano le riflessioni sul decorativo e l’ornamento, il fascino delle linee moresche, le languide figure femminili in veste di odalische in Arabesco e decorazione fino alla sintesi perfetta di Lusso, calma e voluttà e del “disegno del piacere”, di cui scrive il filosofo Jean-Luc Nancy. Nasce così spontaneamente il dialogo con diversi autori che hanno lavorato sulle qualità interiori della pittura, inseguendo la poetica: Henri Manguin, André Derain, Albert Marquet, Maurice de Vlaminck, Raoul Dufy e Pierre Bonnard. Ricerche e produzioni distinte creano tuttavia un racconto corale: dall’amicizia tra Derain e Matisse, in viaggio sulla costa mediterranea della Francia nell’estate del 1905, alla centralità di alcuni luoghi, come Nizza, Arles, Saint-Tropez, quest’ultima divenuta icona dell’arte e della cultura del Novecento.
L’esposizione si chiude con l’ultima rivoluzionaria fase creativa di Matisse. Dal colore alla forma prende avvio dalla produzione dei papiers découpés, fogli di carta colorata ritagliati e incollati nei quali il Maestro francese porta al massimo la sintesi dell’espressione. Dagli epigoni di area veneziana, come Renato Borsato o Saverio Barbaro, alle figurine di Chris Ofili e fino alle composizioni di Marinella Senatore, la dignità del decorativo, dell’ornamento, del disegno e della stilizzazione della figura emerge nell’ultima sezione della mostra come il lascito forse più importante che Matisse fa all’età contemporanea.
Fonte: Aise

