Deborah Compagnoni: «Venite a camminare con me a Treviso»

Deborah Compagnoni, leggenda dello sci alpino, racconta con entusiasmo il progetto “Camminare per la Vita”, un’iniziativa nata a Treviso che unisce sport e beneficenza. «Camminare è un gesto quotidiano di benessere. Farlo insieme è un momento di condivisione. Farlo per aiutare le cause in cui crediamo ha un valore altissimo» , afferma l’ex campionessa, che ha dato vita a questo progetto con l’aiuto di otto amici. 

L’appuntamento per l’edizione 2024 è fissato per domenica 29 settembre, con una camminata attraverso il centro storico di Treviso. Due i percorsi disponibili, da 4 e 7,5 km, ideati per permettere ai partecipanti di ammirare scorci artistici e architettonici della città. L’intero ricavato delle iscrizioni, delle donazioni e della distribuzione dei cestini pic-nic sarà devoluto a favore di diverse realtà benefiche. «In molti progetti accetto di fare da testimonial. Questa è una cosa nata da me e dai miei amici, noi cerchiamo di fare tutto da soli. Non mi interessano campagne pubblicitarie roboanti, noi guardiamo al sodo. In sette anni abbiamo raccolto 312 mila euro che sono andati in beneficienza fino all’ultimo cent».

Come ogni anno, tutto il contributo proveniente da iscrizioni e distribuzione cestini pic-nic e donazioni sono interamente devoluti a i progetti di ricerca e cura pediatrica condotti da Fondazione Città della Speranza. Quest’anno verranno sostenuti anche l’ Associazione che si occupa di disagio degli adolescenti Il Filo di Simo, il progetto di D-3kking 24 in favore di minore affetti da diabete di tipo1, e l’Associazione PER VOI, che svolge un importante servizio di trasporto in favore di persone disabili e fragili. «Il risultato che abbiamo complessivamente ottenuto in sette edizioni di Camminare per la vita sorprende noi per primi. L’entusiasmo, l’impegno e la generosità di aziende, realtà associative e volontari, che continuano ad accompagnare il nostro evento, sono strettamente legati alla trasparenza ed al rigore con cui il tutto viene organizzato e curato -sottolinea Deborah Compagnoni-Ogni anno rendicontiamo al centesimo a Comune, partner e sponsor le donazioni raccolte e le spese sostenute, così da condividere con tutti il risultato finale. Domenica sarà una giornata ricca di attività e soprattutto di emozioni, in vista di un risultato benefico sempre più importante». Questo progetto le sta a cuore perché incarna i valori che l’hanno sempre contraddistinta come campionessa. « È bello quanto le cose sono autentiche e vere e hanno il fine di aiutare gli altri. Noi negli anni lo abbiamo fatto bene, cerchiamo di essere molto trasparenti e questo ci contraddistingue per il basso profilo ma alla fine quello che conta è il risultato finale che sono i fondi raccolti ma anche l’aggregazione. Mi piace lo spirito umano di questo progetto».

Oltre all’impegno con “Camminare per la Vita”, Compagnoni si prepara al ruolo di ambassador per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, insieme ad Alberto Tomba e Federica Pellegrini. «L’Olimpiade è il più grande evento sportivo al mondo, dà tanti messaggi e l’abbiamo visto nell’edizione estiva quanto sia stata seguita e quanto ai giovani faccia bene vedere l’impegno che l’atleta profonde nel proprio sport. Quello che può aiutare tanto è che l’Olimpiade torna nei territori montani in cui c’è la tradizione degli sport invernali. Credo che dobbiamo essere felici di questa opportunità e bravi ad accogliere chi arriverà».

Il valore del progetto di Deborah Compagnoni è anche quello di voler essere un paradigma per il benessere quotidiano delle persone. «Un argomento che mi preme molto. Amo parlare di attività motoria più che di sport. Il movimento spontaneo di una volta ora non esiste più, tutto si faceva a piedi, ma nel tempo è cambiata questa abitudine e si è perso il gusto di muoversi in maniera naturale. Organizzare una camminata oggi è mettere insieme i valori del benessere e dell’aggregazione per promuovere uno stile di vita che fa bene a noi ma anche al mondo del volontariato». L’aspetto che più le piace della solidarietà è infine molto concreto e a più zeri. Deborah si impegna perché le donazioni arrivino tutte ai progetti. «Tengo tantissimo alla trasparenza perché davvero ci sono manifestazioni molto più blasonate che poi però non riescono a ottimizzare le donazioni. Noi abbiamo l’1% di donazioni che finiscono in spese, tutto il resto arriva direttamente alle associazioni. Questa per me è la principale fonte di orgoglio».

Fonte: Vanity Fair 

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