Consolato del Kosovo: inaugurata a Carbonera la sede mobile

L’Ufficio mobile del Consolato del Kosovo, che ha la sua unica sede a Milano, è stato inaugurato a Mignagola di Carbonera, con l’obiettivo di semplificare le pratiche consolari per la numerosa comunità kosovara presente nella provincia di Treviso. Il servizio, ospitato presso l’impresa edile dei fratelli Albert e Sabit Bashota in via Grande, rappresenta una risposta concreta alla crescente richiesta di assistenza burocratica. In particolare, la provincia di Treviso vanta la più alta concentrazione di migranti kosovari in Italia, con circa un terzo della popolazione proveniente dal Kosovo. La situazione è ancora più marcata nel comune di Carbonera, dove il 10% degli stranieri residenti sono kosovari. Questa nuova sede mobile renderà più rapide e accessibili le pratiche consolari, riducendo i tempi di attesa. Il console o un suo delegato visiteranno il comune di Carbonera circa due volte al mese, per la consegna di documenti e l’acquisizione di nuove richieste.
Alla cerimonia di apertura sono intervenute numerose autorità locali, nazionali e internazionali, tra cui l’ambasciatrice Nita Shala, il console generale del Kosovo Diamant Kastrati, la vicepresidente del Kosovo Donika Gervalla, il sindaco di Carbonera Federica Ortolan, il presidente dell’Associazione dei cittadini kosovari Santa Madre Teresa di Calcutta di Quinto di Treviso, e il sindaco di Quinto Ivano Durigon. Il sindaco di Carbonera, nel sottolineare l’importanza del nuovo punto di riferimento per parte dei propri cittadini, ha commentato: «Riteniamo positiva questa iniziativa e la consideriamo come un ulteriore passo verso l’integrazione di questa comunità. Il gruppo kosovaro è la parte più numerosa dei residenti stranieri nel nostro comune, ben inserita nel corso degli anni anche attraverso l’attivazione di nuove attività».

All’evento, presenti anche le autorità militari, tra cui il comandante dei Carabinieri di Silea, maresciallo Giorgio Gabriele e il comandante di stazione di Treviso Alfonso Trezza. L’incontro si è concluso con uno spettacolo di danza di alcuni ragazzi, che hanno vestito i costumi della tradizione kosovara, accompagnati da canti tipici. A contorno, gli ospiti hanno partecipato ad un ricco buffet con pietanze tipiche del Kosovo.

Fonte: Il Gazzettino

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