La Gypsotheca Canova rinasce: riaperta l’Ala Ottocentesca dopo sette anni di attesa

Dopo sette anni di chiusura, riapre l’Ala Ottocentesca della Gypsotheca Antonio Canova, riportando finalmente alla luce l’intero percorso museale dedicato al grande scultore neoclassico. Un evento che segna una tappa fondamentale per il patrimonio culturale italiano, restituendo al pubblico un tesoro artistico e architettonico nella sua interezza. L’intervento ha riguardato in particolare la nuova illuminazione, che esalta con rinnovata intensità la bellezza dei modelli originali in gesso, opere che Canova tradusse poi nel marmo e che oggi sono esposte nei maggiori musei del mondo. La luce – elemento essenziale nell’arte neoclassica – torna protagonista, modellando forme e dettagli con una raffinatezza che restituisce vitalità ai capolavori.

A fianco dell’intervento fisico, è stato completato anche il progetto di digitalizzazione dell’intero complesso museale, rendendo disponibile un virtual tour immersivo che permette di esplorare online la Gypsotheca, la Casa natale dell’artista, la biblioteca, l’Ala Gemin, il giardino e il parco, arricchendo l’esperienza di visita con una dimensione accessibile e inclusiva.

“È un grande piacere – dichiara Massimo Zanetti, presidente della Fondazione Canova ONLUS – presentare la riapertura della Galleria ottocentesca come nuovo Presidente della Fondazione. Sono convinto che i lavori del nostro grande maestro avranno nuovo smalto per accogliere i tanti estimatori della sua opera”.

Particolarmente significativa anche la ricollocazione dei bassorilievi nella loro sede originaria, da cui erano stati rimossi durante il restauro del 2018.

“La riapertura dell’Ala Ottocentesca della Gypsotheca – commenta Moira Mascotto, direttrice del Museo – rappresenta un evento di grande rilievo, non solo per il Museo Canova, ma per l’intero panorama culturale italiano. Dopo sette anni, il pubblico potrà finalmente tornare a contemplare il percorso espositivo nella sua completezza, arricchito dalla ricollocazione dei bassorilievi nella loro sede originaria, da cui erano stati rimossi in occasione del restauro del 2018. Questo intervento è emblematico dell’impegno della nostra Istituzione nella conservazione e valorizzazione dell’arte neoclassica, restituendo alla collettività un patrimonio di inestimabile valore. L’inaugurazione segna una tappa significativa nel nostro costante percorso di tutela e promozione dell’immortale eredità di Canova”.

Fonte: Arte.it

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