Fino al 31 marzo 2025, il Museo Nazionale Collezione Salce ospita l’affascinante esposizione “Ciak! Cuba. Il cinema nei manifesti cubani dalla Collezione Bardellotto”, promossa con il supporto della Camera di Commercio di Treviso-Belluno. Un viaggio visivo e culturale tra oltre 300 manifesti e bozzetti originali, molti dei quali unici, che raccontano una delle stagioni più vibranti della grafica del Novecento: quella dei carteles de cine cubani, riconosciuti nel 2023 come “Memory of the World” dall’UNESCO.
L’esposizione ripercorre la storia del cartel cinematografico cubano, nato nel 1959 con la fondazione dell’ICAIC (Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos), che ha trasformato il cinema in uno strumento cardine per definire la nuova identità culturale della nazione rivoluzionaria. Al centro del progetto vi è il linguaggio visivo originale, libero e sperimentale sviluppato da grafici cubani – spesso autodidatti – come Eduardo Muñoz Bachs, René Azcuy, Antonio Reboiro, Ñiko e Alfredo Rostgaard.
A differenza dei tradizionali poster hollywoodiani, i carteles cubani abbandonano i cliché pubblicitari (volti noti, slogan accattivanti, scene salienti), offrendo invece una interpretazione artistica e soggettiva del film. Realizzati a mano in serigrafia e di formato standard (51 x 76 cm), questi manifesti sono diventati vere opere d’arte urbana, capaci di comunicare idee, atmosfere e ideali ben oltre la promozione cinematografica.
I Carteles sono un fenomeno grafico unico (che perdura ancora oggi a Cuba), di eccezionale qualità e creatività artistica, punto di incrocio di stili e forme espressive diverse, isola felice di libertà in un paese dove ogni forma di comunicazione visiva è posta sotto rigidi controlli.
La mostra si sviluppa in due sedi: la prima a Santa Margherita, dedicata ai grandi maestri, e la seconda a San Gaetano, dove sono ripercorsi i legami tra la grafica cubana e quella italiana. Qui si dà la possibilità di confrontare manifesti cubani e italiani per gli stessi film, un’occasione per scoprire affinità e differenze culturali.
A San Gaetano si documenta l’evoluzione della grafica con l’introduzione del computer. Cinque giovani grafici cubani, affiancati dal grande cartellonista italiano Renato Casaro, presentano nuove interpretazioni per il film “Signore e Signori” di Pietro Germi, vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1966.
Con oltre trecento manifesti e bozzetti originali, molti dei quali unici, questa mostra ripercorre una delle stagioni più affascinanti della grafica del Novecento. Durante questi anni, la comunicazione visiva ha giocato un ruolo cruciale nel rafforzare l’adesione all’ideale rivoluzionario, trasmettendo messaggi di positività anche in tempi difficili.
La mancanza di risorse ha stimolato una creatività capace di assimilare e reinterpretare spunti dall’America e dall’Europa. Le opere esposte dimostrano la varietà, i colori e la forza che caratterizzano il Laboratorio Cubano della Grafica.
Questa mostra è un’opportunità unica per immergersi in un’epoca di comunicazione visiva efficace, rivelando la libertà espressiva dei grafici cubani. I visitatori potranno apprezzare come il Cartel Cubano vada oltre la mera promozione, raccontando l’Idea e l’Ideale di una nazione attraverso un linguaggio creativo ricco e variegato.
Fonte: Aise

