Il 19° Rapporto sulla presenza e distribuzione degli immigrati nella provincia di Treviso, elaborato da Caritas Treviso e Vittorio Veneto, Migrantes Treviso, Anolf, Cisl Belluno Treviso e dalle cooperative sociali La Esse e Una Casa per l’Uomo, è stato presentato nella sede della Caritas del capoluogo. I dati mostrano una diminuzione della popolazione straniera: al 1° gennaio 2024 risultano 89.366 cittadini stranieri residenti, in calo rispetto al biennio precedente. Secondo le realtà promotrici del dossier, questo fenomeno evidenzia un lento ma costante calo dell’attrattività della provincia, attribuito principalmente all’aumento del costo della vita, alla scarsità di alloggi disponibili e al fenomeno crescente del lavoro precario.
Treviso non occupa più le prime posizioni tra le province venete né per numero assoluto di residenti stranieri né per la loro incidenza sulla popolazione complessiva. Questo cambiamento si riflette anche nei dati su natalità e popolazione scolastica. L’indagine si basa su fonti Istat aggiornate alla fine del 2022 e su proiezioni provvisorie del 2023. La percentuale di cittadini stranieri rispetto al totale resta stabile attorno al 10%.
I minori stranieri rappresentano il 21% della popolazione immigrata (13,4% rispetto a tutti i minori residenti). I nati da entrambi i genitori stranieri sono diminuiti del 12% rispetto al 2021. Tuttavia, parte di questi bambini è passata alla categoria dei “nuovi nati italiani” grazie all’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dei genitori.
Nel 2022 le acquisizioni di cittadinanza sono raddoppiate, superando quota 5.300, un dato confermato anche nel 2023. Crescono anche i permessi di soggiorno, trainati principalmente da quelli a scadenza, mentre i permessi di lungo periodo rappresentano il 71% del totale.
Nel confronto con le altre province venete, Treviso si posiziona terza per numero di residenti stranieri, dopo Verona e Padova. Le province un tempo tra le più attrattive per l’immigrazione, come Vicenza e Treviso, mostrano ormai segnali evidenti di rallentamento. Nel 2008 la Marca deteneva la percentuale più alta di residenti stranieri (9,9%), toccando il picco tra il 2013 e il 2014 (11,3%). Oggi, con il 10,2%, è scesa al quarto posto nella graduatoria regionale.
Sono circa 150 i Paesi di cittadinanza degli stranieri presenti in provincia. Si confermano i principali gruppi nazionali (Romania, Cina e Marocco). In leggero aumento i residenti con cittadinanza indiana e ucraina.
Nell’anno scolastico 2022/2023, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 17.992 (+3% rispetto all’anno precedente), il 14,4% del totale. Di costoro, il 71,7% sono nati in Italia (una percentuale in leggero calo rispetto all’anno scolastico precedente, dovuto ad un aumento degli inserimenti dall’estero); la quota si concentra soprattutto nella scuola per l’infanzia (85,2%) e nella primaria (73,1%).
Nel 2023, il numero degli occupati stranieri è salito a 53.548, corrispondente al 13,5% del totale. Tra questi, i lavoratori dipendenti sono 47.833, pari all’89,4%. Il tasso di occupazione degli stranieri è del 63,1%, in lieve calo rispetto all’anno precedente. La distribuzione settoriale del lavoro è simile a quella degli italiani: 60% nei servizi, 35% nell’industria.
La domanda di lavoro nel 2023 ha subito un rallentamento rispetto agli anni precedenti, con un calo delle assunzioni totali del 7% (italiani -8%, stranieri -4%). Le cause principali sono da ricercare nelle incertezze economiche e nella crescente difficoltà di incontro tra domanda e offerta di lavoro, acuita dal calo demografico.
Gli stranieri continuano a ricoprire un ruolo rilevante in vari settori: nel 2023, rappresentano il 48% delle assunzioni nelle costruzioni, il 45% in agricoltura, il 41% nel comparto del made in Italy, il 35% nei servizi, il 33% nella metalmeccanica e il 28% nella logistica e nel commercio all’ingrosso.
Per quanto riguarda i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, al 30 aprile 2024 erano presenti 1.346 persone nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e nei progetti SAI della provincia, il 92,3% dei quali adulti, e il 95,1% uomini.
“Il contributo dei lavoratori stranieri – spiegano i promotori del Rapporto sull’immigrazione – è fondamentale per il sistema produttivo trevigiano, specialmente in un contesto segnato dalla crescente difficoltà di reperire manodopera. Negli ultimi cinque anni, le assunzioni di lavoratori stranieri sono aumentate in tutti i principali settori, compensando il calo di quelle italiane. Tuttavia, il territorio trevigiano sta attraversando una crisi di attrattività: inflazione, difficoltà di accesso agli alloggi e condizioni di lavoro precarie stanno riducendo il ‘fascino’ che una volta rendeva questa provincia un polo attrattivo per i migranti. Il calo demografico, il rischio di spopolamento e la crescita dei cosiddetti ‘working poors’ richiedono interventi urgenti e strutturali: investimenti in servizi per le famiglie, infrastrutture, welfare e case accessibili sono fondamentali per garantire un futuro sostenibile al nostro territorio. È necessario un impegno comune per promuovere inclusione, stabilità e condizioni che rendano la Marca trevigiana un luogo in cui tutti possano vivere e lavorare con dignità, contribuendo a un futuro migliore per l’intera comunità”.
Fonte: Caritas Tarvisina

