Monica Disarò, la prof che guida i suoi studenti tra robotica e sostenibilità

All’Istituto Max Planck di Villorba, la professoressa Monica Disarò non insegna solo elettronica: da oltre dieci anni, trasforma le sue aule in veri e propri laboratori di visione, dove l’apprendimento passa attraverso l’entusiasmo, la cooperazione e la sfida. Con i mattoncini Lego come strumenti di lavoro e la passione come motore, ha accompagnato i suoi studenti verso traguardi di portata internazionale, ottenendo riconoscimenti prestigiosi e lasciando un segno indelebile nei percorsi di vita dei suoi ragazzi. 

Tutto ha inizio nel 2014, quando la prof. Disarò guida la sua prima squadra alla First Lego League, competizione internazionale che unisce robotica, programmazione e progettazione scientifica. Da allora, ogni anno è stata un passo avanti, tra successi crescenti e nuove scoperte. Nel 2022/2023, la squadra vince il primo posto a livello nazionale nella First Tech Challenge, approdando a Lione e, successivamente, alla First Global Challenge di Singapore, confrontandosi con coetanei di ogni continente. Ma il 2024 è l’anno della consacrazione: terzo posto assoluto su 108 squadre mondiali alla gara di Worcester, vicino Boston, negli Stati Uniti.  «Worcester è stato più di una gara – spiega la professoressa Disarò – È stato un momento di crescita per i ragazzi, che hanno imparato a lavorare sotto pressione, a sostenersi a vicenda e a credere nelle proprie capacità». Dopo questa esperienza, molti ragazzi hanno scoperto la propria strada proprio nel mondo della robotica, impegnandosi con passione e determinazione verso obiettivi che prima nemmeno immaginavano di avere. «Quello che emoziona di più – racconta un ex studente – è vedere come le idee prendano forma insieme. Non c’è competizione tra di noi, ma il desiderio comune di creare qualcosa di straordinario».

La nuova sfida: preservare gli oceani

Per dare la possibilità a tutti di partecipare alle gare ed evitare di gravare economicamente sulle famiglie degli studenti, la scuola è riuscita a coinvolgere le aziende del territorio. «Abbiamo fatto capire alle imprese che ogni contributo è un investimento, non solo nei progetti, ma nel talento e nelle potenzialità di queste giovani menti» afferma Disarò. Anche per questo l’avventura continua. Per il prossimo anno, il team del Planck ha ricevuto una nuova missionemettere la tecnologia al servizio della conoscenza e della salvaguardia degli oceani. Una sfida ambiziosa, che richiede non solo competenze tecniche, ma anche una profonda sensibilità verso i temi ambientali, argomenti che ci riguardano sempre più da vicino. «Gli oceani sono il cuore pulsante del nostro pianeta, ma li conosciamo poco – spiega la professoressa – Vogliamo mostrare ai ragazzi che la tecnologia non è solo innovazione, ma anche responsabilità. Hanno il potere nonché il dovere di fare la differenza»

Fonte: Corriere del Veneto

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