Pier Miranda Ferraro, Treviso celebra i 100 anni dalla nascita del tenore

C’erano tempi in cui le voci dominavano la scena musicale del Nordest, molto prima dell’avvento dell’auto-tune, dei testi taglienti del rap e delle folle dei concerti pop. Se Mario Del Monaco rimane ancora oggi il simbolo del tenore lirico per eccellenza, Pier Miranda Ferraro ha rappresentato la continuità di quella scuola drammatica, incarnandone perfettamente lo spirito e proiettandolo in una nuova generazione di artisti nati tra gli anni Venti e Trenta. 

Nel 2025 ricorre il centenario della nascita di Ferraro, una figura chiave del panorama operistico italiano e internazionale. Dotato di una voce scura e drammatica, celebre per il suo Otello, Ferraro divenne l’interprete designato per i ruoli che avevano consacrato Del Monaco, assumendo il testimone artistico alla fine della carriera del grande tenore.

Originariamente noto come Pietro, Ferraro inizia i suoi studi al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, per poi trasferirsi al Giuseppe Verdi di Milano. È lì che incontra Aureliano Pertile, il quale diventa il suo vero mentore e lo guida nella scoperta del repertorio a lui più congeniale.

Il suo debutto avviene nel 1951 al Teatro Nuovo con La Bohème di Puccini. Nello stesso anno è già alla Scala con L’osteria portoghese di Cherubini. Ritornerà sullo storico palco milanese in due periodi distinti: dal 1958 al 1960 e nuovamente tra il 1970 e il 1972.

Seguiranno i palcoscenici dei più importanti teatri italiani (Roma, Firenze, Napoli, Venezia, Palermo) ed europei (Londra, Parigi, Lisbona e altri). Pur svolgendo la maggior parte della carriera in Europa, apparve anche in Nordamerica (New York, San Francisco, Filadelfia) e Sudamerica (Buenos Aires). Pietro Ferraro nel frattempo è diventato Pier Miranda Ferraro. «Un omaggio a mia moglie – ricorderà – senza la quale non avrei mai potuto cantare né fare carriera». Pittrice e poi manager del marito, la signora Miranda darà a Ferraro quattro figli.

Ferraro si afferma soprattutto nei ruoli da tenore lirico e drammatico: Otello (suo cavallo di battaglia, interpretato in ben 299 occasioni), Aida, Don Carlo, La Gioconda, Turandot, Tosca, Carmen. Un momento particolarmente significativo è il ruolo di Gualtiero ne Il Pirata alla Carnegie Hall di New York nel 1958, al fianco di Maria Callas.

Il tenore si cimenta anche con le cosiddette “parti spaccavoci”, ossia quei ruoli che richiedono uno sforzo fisico e vocale eccezionale. Memorabile l’Otello trasmesso in eurovisione dalla RAI nel 1965 dal Palazzo Ducale di Venezia. Da ricordare anche l’incisione di Guglielmo Ratcliff di Mascagni e La forza del destino di Verdi, diretta da Nino Sanzogno. 

La carriera si chiude nel 1981, ancora una volta con Otello. Poco dopo, un grave incidente stradale lo costringe a un lungo stop: immobilizzato per due anni con un busto ortopedico, deve abbandonare definitivamente le scene. Tuttavia, nel 1982 riesce ancora a interpretare il ruolo di Francesco Tamagno, primo Otello verdiano, nello sceneggiato Rai dedicato a Giuseppe Verdi, diretto da Renato Castellani. 

Da quel momento inizia una nuova fase della sua vita, dedicata all’insegnamento. «Mio padre ha iniziato ad emergere quando Del Monaco stava chiudendo la sua carriera – racconta Fernando Ferraro – i due ufficialmente si stimavano molto, ma era chiaro che vi fosse una concorrenza». Il figlio racconta anche di come ci fossero luoghi particolarmente cari a Ferraro. «Lui amava particolarmente i teatri di Parma e di Napoli perchè c’era il pubblico che lo osannava. Con Napoli abbiamo fatto una tournèe in Brasile Rio e San Paulo, io ero un bambino e ho ricordi meravigliosi. E Otello era il ruolo con il quale più si identificava. Portava in scena i suoi costumi, studiava personalmente il trucco, e il suo corpo era soggetto a un calo ponderale ogni recita per l’impegno e la fatica fisica» ricorda ancora Fernando. 

Treviso non dimentica la voce che ha fatto sognare generazioni di appassionati. L’11 gennaio, il Comune di Altivole e l’associazione Memoria Vocis Cirino-Silveri omaggeranno Ferraro con un recital lirico all’interno dell’auditorium che porta il suo nome. Un tributo sentito a un artista che ha segnato profondamente la storia della lirica italiana.

Fonte: Il Gazzettino

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