I rappresentanti delle comunità italiane in Brasile, inclusi i Comites, l’Intercomites e i consiglieri del CGIE, hanno espresso il loro “profondo dissenso” contro il recente decreto-legge sulla cittadinanza.
Il provvedimento, che modifica i criteri per il riconoscimento dello ius sanguinis, è stato definito “improvviso e incostituzionale”. Secondo i firmatari, il decreto crea per la prima volta una distinzione tra cittadini italiani nati in Italia e quelli nati all’estero, rendendo questi ultimi “sterili” nella trasmissione della cittadinanza ai propri figli.
I rappresentanti italo-brasiliani hanno sottolineato come il decreto non preveda meccanismi alternativi, come la certificazione della conoscenza della lingua italiana, per mantenere il legame con la madrepatria. Al contrario, la norma privilegia il criterio territoriale, allontanandosi dalla tradizione italiana che ha sempre valorizzato il legame di sangue e l’appartenenza culturale.
I firmatari hanno ribadito che, pur comprendendo la necessità di contrastare gli abusi, una riforma così importante dovrebbe essere frutto di un dibattito democratico e trasparente.

