La Camera dei Deputati ha avviato la discussione sul testo unificato volto a estendere l’assistenza sanitaria italiana ai connazionali iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero che vivono in Paesi non appartenenti all’Unione Europea o all’EFTA (Associazione europea di libero scambio).
Il relatore, Luciano Ciocchetti (FdI), ha illustrato l’obiettivo centrale della legge: garantire l’accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) in Italia, previo il pagamento di un contributo annuo non frazionabile. Il testo prevede che i connazionali interessati possano iscriversi presso l’azienda sanitaria locale (ASL) di riferimento o del domicilio di soggiorno in Italia, ottenendo la tessera sanitaria nazionale, versando un contributo fisso di 2.000 euro annui.
Attualmente, i cittadini AIRE residenti in Paesi terzi hanno diritto solo alle prestazioni ospedaliere urgenti per un massimo di 90 giorni, creando una disparità rispetto agli AIRE residenti nell’UE/EFTA, che mantengono la copertura. Questa proposta mira a risolvere tale disparità e a incentivare l’iscrizione all’AIRE.
L’applicazione e l’attuazione della legge, inclusa l’attività di monitoraggio, saranno definite in un successivo decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

