Educare a una pace disarmata e disarmante”. È questo il filo conduttore della Marcia della pace 2026 promossa dalla Diocesi di Treviso, che quest’anno ha scelto come scenario il territorio di confine di Camposampiero. L’evento, ispirato alle parole di Papa Leone, si terrà domenica 25 gennaio e vedrà la partecipazione corale di istituzioni, scuole, associazioni e gruppi scout.
Il segno distintivo di questa edizione sarà un oggetto quotidiano: il bottone. Lungo il percorso, i partecipanti riceveranno questo “segno povero” che richiama l’espressione tipica del territorio: “attaccare bottone”. Un invito simbolico a non imbracciare le armi, ma a scegliere il dialogo e il confronto per ricucire i rapporti umani.
L’organizzazione, coordinata dall’Ufficio di Pastorale sociale diretto da don Paolo Magoga (che presiederà la messa conclusiva), ha mobilitato un’ampia rete di volontariato. Dalle parrocchie del vicariato agli Scout Agesci di Castelfranco, fino ai cori locali che cureranno l’animazione, l’evento si preannuncia come una testimonianza corale di impegno civile e spirituale aperta a tutte le età.

