La crisi endemica in atto ha provocato situazioni complicate, presentando sfaccettature inusuali e di grave imbarazzo per chi le subisce. Abbiamo letto di tanti italiani che sono stati trattenuti all’estero e di tanti che invece sono riusciti a far ritorno in Patria, grazie agli eccezionali ponti aerei organizzati dai governi nazionali.
Un caso particolare è quello di Andrea Casanova, trentasettenne d’Istrana, emigrato in Australia nel 2015. A Melbourne ha trovato occupazione come chef nel noto ristorante “Da Guido”, dalla chiara matrice italiana e ha conosciuto la sua attuale compagna. Adele Ocaranza, anche lei trentasettenne, è originaria del Cile, cui è molto legata tanto da chiamare il figlio avuto con Andrea proprio come la capitale dello stato, Santiago.
Andrea e Adele nel marzo scorso stavano trascorrendo un mese di vacanza in Cile, approfittando per far visita ai genitori di lei, con l’intenzione di ritornare poi in Australia per riprendere il lavoro. Era il 18 marzo e dopo qualche giorno è entrato in vigore un blocco immediato dei voli.
L’unica cosa da fare era quella di rimanere in Cile, affittando un alloggio e cercare aiuto per il ritorno a Melbourne. È stato chiamato in causa il Presidente dei Veneti nel Mondo, Aldo Rozzi Marin di origine cilena, gli uffici di presidenza del governatore Luca Zaia, già sensibile in casi di altre difficoltà e del quale ci è piaciuto leggere parole di autentica partecipazione e solidarietà nelle risposte. Ci hanno riferito dei contatti intercorsi con l’ambasciata italiana di Santiago e quella australiana, ma la risposta anche qui è stata di attenersi alle direttive dello stato australiano. In pratica: nulla di fatto. Contattiamo quindi il papà di Andrea, Giovanni, nota figura del mondo calcistico istranese.
Cosa dicono di questa situazione gli sposi in Cile con il bam- bino. Quale è lo stato d’animo dei ragazzi?
Mio figlio Andrea fa sapere che sta vivendo una situazione che non esita a definire drammatica, insostenibile e al limite della sopportazione umana. Oltretutto coinvolge, loro malgrado anche un minore. Beh, immagina di essere costretto a restare in un paese che non ti appartiene, con nessuna informazione e possibilità di tornare a casa tua. Perché loro a Melbourne (e qui riferisce testualmente ad Andrea) hanno una abitazione e stanno pagando l’affitto (1800 dollari australiani) e tutto quello che serve per vivere in Australia (vedi bollette per luce, acqua, telefono). Aggiungiamo le spese a cui partecipano in Cile, senza assistenza medica, sperando che non si ammalino. Da giorni gli è scaduto il visto turistico e dovrebbero pagare per rinnovarlo. La professione regolarmente esercitata da Andrea a Melbourne rappresenta l’unico mezzo di sostentamento e un’assenza “ingiustificata”, in quanto prolungata oltremisura, potrebbe pregiudicare il futuro con pesanti ripercussioni per l’intero nucleo familiare. Inoltre è in attesa di cittadinanza australiana e in possesso di permesso Visa in scadenza ad ottobre, con la ferma intenzione di proseguire la sua esperienza lavorativa e umana nello stesso contesto urbano e territoriale che ha favorito la sua crescita culturale e professionale nel quale ha formata una famiglia.
E voi genitori, cosa pensate?
Quello che provano tutti i genitori che sentono e vedono (via Skype tutti i giorni) il proprio figlio e la sua famiglia, vivere una situazione drammatica. Confidiamo in un volo commerciale della Latam il 27 giugno. Andrea partirebbe anche da solo se possibile.
Al ritorno, speriamo prestissimo, si fermerebbero anche da voi?
Nessuna fermata in Italia, prevale la preoccupazione immediata di rientrare in Australia. Se le cose si mettono per il verso giusto saremo noi ad andare a Natale a Melbourne. Certamente le situazioni che viviamo sconvolgono e rendono particolare l’arco esistenziale planetario, che induce anche ad oggetto di riflessione inerente alle disposizioni comportamentali con cui vengono usati parametri inflessibilmente univoci.
Sarà finita l’emigrazione vecchio stampo, ma non l’uomo in migrazione, con tutte le sue particolarità. Dopo l’epopea storica, che li ha visti sparvieri spesso solitari ed eroici in un mondo ignoto e avverso, si è fatto avanti un tema sempre più attuale: la mobilità giovanile. Una chiave moderna di tempi andati che va capita, incoraggiata e tutelata. Eredi altrettanto indomiti di nostri emigranti che a suo tempo han- no risollevato le sorti dell’economia patria con laute “rimesse” e che sempre hanno onorato l’ italianità e la veneticità di origine nel mondo. Così ieri, come oggi.

