La scomparsa di Darcy Loss Luzzato

Ci ha lasciato recentemente a ottantacinque anni Darcy Loss Luzzatto, uno dei protagonisti della letteratura in Taliàn, la lingua degli emigrati veneti in Brasile.
Una perdita dolorosa per il mondo della cultura veneta quella di Luzzatto, uno dei fondatori e autori principali della lingua Taliàn, un misto di dialetto veneto, lombardo, trentino, con un po’ di portoghese “venetizzato” che si parla, nel cuore del Rio Grande do Sul, e in certe zone dello stato brasiliano di Santa Catarina. Talmente diffuso tra gli abitanti di questi due stati sopracitati, che il 18 novembre 2014 nella città di Foz de Iguazu, il ministro federale della cultura del Brasile Marta Suplicy, lo ha riconosciuto come “Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile” e la prima lingua minoritaria della confederazione.
Interessante è scoprire la storia di Darcy Loss Luzzatto, che nato a Pinto Bandeira, nel Rio Grande do Sul, il 27 ottobre 1934, ha intrapreso gli studi prima a Bento Gonçalves e poi a Farroupilha. Laureatosi in matematica e fisica a Porto Alegre, diventa professore e scrive trattati di fisica, libri scolastici per il liceo e l’università, approcciandosi infine al mondo della letteratura.
La persona che più ha influenzato Darcy appassionandolo ai libri, è stato suo nonno Cristoforo, una persona colta. Parlava fluentemente l’italiano, quando nessuno lo sapeva in quegli anni. Erano quasi tutti analfabeti e si esprimevano con il loro dialetto d’origine.
Vi chiederete come è stato deciso di chiamarlo Taliàn?
Per spiegarvelo, dobbiamo ritornare nel 1978 quando Darcy Loss Luzzatto si riuniva con i massimi esponenti di questa lingua nascente: il frate francescano Rovílio Costa e l’architetto Júlio Posenato. Insieme discutevano a lungo su come chiamarla, coniando tre proposte: Veneto Riograndense, Veneto Brasiliano e Taliàn. Decisero quindi di ritrovarsi per la scelta finale nel Comune di Farroupilha. Essendo arrivato in anticipio, Darcy Loss Luzzatto stava aspettando sulla porta del Comune gli altri due, quando chiese ad una vecchietta: «Nona, me capiu se ve parlo in Veneto?». «No caro, perdoname: forse se me parli in Taliàn» (Nonna, mi capisci se ti parlo in Veneto? No caro, perdonami: forse solo se mi parli in Talian). Taliàn! E così è stato!
Luzzatto nel corso della sua vita ha
scritto numerose opere, tra le quali ricordiamo: “Ghen’avemo fato arquante” (1985), “Ostregheta, semo drio deventar vècii” (1989) e “Stòrie dela nostra gente” (1991). Tra quelle in portoghese la più importante è “Culinária da Imigração Italiana”, mentre gran parte delle sue ricerche sono raccolte nei dizionari/grammatiche “Taliàn: Noções de gramática, história e cultura” (1994) e “Talian (Vêneto Brasileiro) sem mestre” (1997).
Le sue opere, che in parte conserviamo nella biblioteca AITM, continueranno la sua missione di tutela e diffusione alle nuove generazioni della storia e delle tradizioni dei migranti veneti in Brasile, perchè come diceva lui “De quel che se dise, el pi tant se lo perde; de quel che se scrive, squasi tuto ‘l rimane”.

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