Zoran Milanovic, Presidente della Croazia, il 25 settembre scorso durante la “Giornata della Regione Istriana”, ha riconosciuto il fenomeno migratorio che ha interessato migliaia di italiani, che alla fine della Seconda Guerra Mondiale hanno lasciato l’attuale Croazia.
A emigrare furono più di 300.000 italiani, che all’epoca rappresentavano il 90% della comunità italiana da secoli stabilitasi a Istria, a Fiume e a Zara.
Consapevoli del radicamento italiano, le autorità austro-ungariche nel 1910, al momento del censimento, riorganizzarono gli abitanti delle isole quarnerine e dell’entroterra indirizzando i cittadini slavofoni verso l’Istria.
Renzo Codarin presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia non è pienamente soddisfatto del riconoscimento, in quanto il presidente croato non ha messo in atto nessuna azione concreta, come per esempio la promozione all’uso e alla tutela del bilinguismo e soprattutto il riconoscimento dei crimini di guerra commessi nel 1943.
Vi aggiorneremo sulle prossime evoluzioni della vicenda.

