Sant’Artemio: la Shoah attraverso tavole a fumetti

In occasione del Giorno della Memoria 2024, il Sant’Artemio di Treviso ha ospitato diverse attività commemorative organizzate da Provincia, Prefettura e Comune di Treviso. L’obiettivo principale era condividere l’importanza di preservare la memoria dell’Olocausto, coinvolgendo in particolare le giovani generazioni.

L’incontro è stato inaugurato dai saluti delle autorità, tra cui Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, il sindaco Mario Conte, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Barbara Sardella, e il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti. UIl momento principale della mattinata è stato un approfondimento sulla Shoah attraverso una lettura di graphic novel e fumetti che trattano il tema dell’Olocausto. Alcune opere presentate includono Jan Karski di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, L’Inverno D’Italia di Davide Toffolo, Perlasca di Matteo Mastragostino, e Maus di Art Spiegelman. Andrea Alfieri ha interpretato vari estratti, mentre l’Istituto per la Storia della Resistenza (Istresco) ha fornito un inquadramento storico delle vicende, con particolare attenzione alla persecuzione degli ebrei durante il ‘900. 

La giornata è proseguita con la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai familiari dei deportati trevigiani nei lager nazisti, e con un momento di raccoglimento attorno alle Pietre d’Inciampo nel parco di Sant’Artemio, che ricordano quattro cittadini deportati ad Auschwitz. L’incontro è stato accompagnato dalle musiche degli studenti del Conservatorio “Steffani” di Castelfranco Veneto.

Infine, si è tenuta la Cerimonia di deposizione della corona di alloro alla Caserma “L. Cadorin”, in ricordo del campo di concentramento allestito in quella sede durante la Seconda Guerra Mondiale, dove venivano imprigionati civili sloveni e croati.

«Oggi abbiamo ricordato l’immane tragedia accaduta in quegli anni, con il dramma della Shoah e della persecuzione, a causa di una follia disumana: un fondamentale passo, condiviso con gli studenti e le istituzioni, per ribadire con profonda convinzione come simili atrocità non debbano e non possano mai trovare giustificazione alcuna – le parole di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – condividere anche con le giovani generazioni l’importanza di coltivare la memoria è un significativo passo verso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità».

«Le istituzioni si sono unite in una giornata di riflessione, raccoglimento, memoria– afferma il sindaco di Treviso Mario Conte – È importante portare avanti questi momenti per rafforzare, anche nelle nuove generazioni, la cultura della memoria, del rispetto e della conoscenza affinché tutti possano avere piena conoscenza di quello che è stato e che non deve accadere più. Prevedere più momenti nell’arco della giornata è stato un modo per dare più strumenti possibili per l’approfondimento e la condivisione che si aggiungono così alle cerimonie di commemorazione».

«Condividere con le studentesse e gli studenti la riflessione sul significato di “coltivare la memoria”, nel contesto delle iniziative istituzionali, è un’occasione importante per il loro percorso di crescita individuale, come cittadini più responsabili – le parole di Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale – acquisire conoscenza e consapevolezza della tragedia della Shoah è il primo passo per ribadire, insieme, che simili atrocità non trovano mai giustificazione e non possono, non devono ripetersi».

Nel suo indirizzo di saluto il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, ha dapprima ricordato i decorati, internati militari «che rimasero fedeli alla Patria e preferirono la sofferenza della prigionia negli stalag pur di non prendere le armi al servizio del regime nazi fascista». Infine, il Prefetto ha esortato i tanti studenti presenti a coltivare il ricordo delle atrocità della shoah «costruendo le idee per il futuro sulla concretezza della cultura, sulla solidità della storia, affermandole con la forza della ragione, senza farsi affascinare da falsi miti e da pregiudizi manipolatori delle coscienze».

«Coinvolgere studentesse e studenti del Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto nella preparazione di musiche che accompagnino le iniziative per il Giorno della Memoria al Sant’Artemio è stato un modo di rendere ancor più partecipi le nuove generazioni al valore della memoria, avendo cura del suo significato – spiega Paolo Troncon, direttore del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto – Un orgoglio poter collaborare attivamente con la Provincia e le Istituzioni per questo appuntamento, che vedrà raccolta attorno alle pietre d’inciampo la comunità». 

«Raccontare le storie di questi protagonisti che hanno vissuto la tragedia “per non dimenticare” è soltanto una prima parte del “fare memoria” – spiega Chiara Scinni, presidente dell’Istresco – Per rendere la memoria viva e trasformarla in uno strumento di responsabilità si deve agire nel tempo presente affinché i meccanismi dell’odio e della disumanizzazione non si ripetano. Ed è questo il messaggio che il Giorno della Memoria vuole indicare».

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

Sei un dirigente scolastico o un insegnante?

Scopri il Progetto Scuola AITM e il Protocollo di Amicizia

Progetto Scuola AITM

Primo numero rivista Trevisani nel MondoPrimo numero rivista Trevisani nel Mondo