Il portoghese Joao Almeida dalla Trevigiani alla vittoria del Monte Bondone. È a 18” dalla maglia rosa Geraint Thomas della Ineos con bici Dogma Pinarello. Parla trevigiano il Giro d’Italia sul Monte Bondone. Vince Joao Almeida, Geraint Thomas riconquista la magia rosa su bici Pinarello-Dogma. Almeida nel 2020 è stato per 15 giorni in maglia rosa. È arrivato tra i primi dopo essere passato per la squadra voluta da Axel Merckx, il figlio di Eddy (Hagens Berman Axeon) e con ottime credenziali: nel 2018 – da Under 23 – aveva vinto la Liegi- Bastogne-Liegi e si era piazzato 2° nel Giro d’Italia vinto da Vlasov.
«Vengo da Caldas da Rainha – racconta Almeida – un comune di 50.000 abitanti nel Nord del Portogallo. Non so bene che tipo di corridore sia, perché sto ancora scoprendo i miei limiti. Uno scalatore, forse». Un ciclista per le corse a tappe, questo sì. Almeida ama i film della saga di “Fast and Furious”, abita con i genitori, ha un debole per il gelato alla fragola e la mousse al cioccolato e sceglie Chris Froome tra i corridori preferiti. E se gli viene chiesto quale superpotere vorrebbe scegliere di avere, la risposta è divertita: «Volare». Intanto, ha iniziato già a farlo. In bici.
Il presidente della Trevigiani Ettore Renato Barzi con Mirko Rossato, ex diesse del team di Porta San Tomaso. «Si ce lo ricordiamo bene. Un ragazzo perbene, che amava andare in bicicletta, e si è visto». «Joao Almeida l’ho scoperto io – racconta Mirko Rossato, direttore sportivo del Team Bardiani ed ex della Trevigiani – l’ho portato in Italia il primo anno da dilettante ed è stato nel ritiro di Pozzonovo. Va veloce dappertutto e può giungere fino alla cronometro dell’Unesco-Prosecco Conegliano-Valdobbiadene in maglia rosa. Solo che non ha fatto mai una corsa a tappe di tre settimane e non si sa come va alla lunga. Anche ad inizio stagione è andato forte.

