La mostra “Noi siamo Treviso”, che ha catturato l’attenzione in questo scorcio d’estate, è ospitata nella Sala Foffano del museo civico Bailo, all’interno del complesso museale di Santa Caterina. Ideata dal fotografo e filosofo Giovanni Vecchiato, che vanta un Master alla prestigiosa London School of Economics, l’esposizione raccoglie i ritratti in bianco e nero dei cittadini trevigiani, creando una sorta di “Banca dei Volti” del capoluogo.
Il progetto è nato durante la pandemia da Covid-19, con il sostegno del Comune di Treviso e in particolare dell’assessore Lavinia Colonna Preti. Giunta alla quarta edizione, l’iniziativa ha anche uno scopo benefico: i fondi raccolti con le offerte per i ritratti verranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza di Padova, a sostegno delle attività di ricerca e assistenza pediatrica.
Le fotografie, rigorosamente in bianco e nero, catturano l’essenza dei soggetti, spogliandoli di ogni ornamento cromatico per rivelare la loro anima in modo sincero e autentico. Vecchiato afferma che il bianco e nero è il mezzo migliore per immortalare l’anima delle persone senza le distrazioni che il colore può introdurre.
L’esposizione offre uno sguardo sulla vera Treviso, quella che vive e pulsa quotidianamente lontano dai riflettori, rappresentata dai volti dei cittadini comuni. Pur includendo alcuni dei “Soliti Noti” della città, la mostra riesce a raccontare storie più intime e interessanti attraverso i ritratti di oltre 300 persone, i cui sguardi e sorrisi evocano racconti che possono essere immaginati solo grazie alla potenza evocativa delle immagini e alla maestria del fotografo.
Un esempio emblematico di questa narrazione visiva sono i volti dei frequentatori abituali dei tavolini in Piazza dei Signori, un tempo dominati dalla figura di Vittorio, detto Tojo, un personaggio noto per le sue osservazioni attente, seppur discrete, sulla vita che scorreva attorno a lui.
Questa edizione della mostra presenta anche alcune note stonate. Per la prima volta, l’ingresso è a pagamento: 6 euro che hanno suscitato non poche polemiche tra i visitatori abituali, abituati all’accesso gratuito degli anni precedenti. Nonostante ciò, la mostra merita una visita, offrendo l’opportunità di riconoscere i volti familiari che animano la città e di apprezzare, ancora una volta, la vitalità nascosta di Treviso.
Chi ha scelto di farsi ritrarre, superando la propria naturale riservatezza per una buona causa, può con orgoglio affermare: “Noi siamo Treviso”.
Fonte: Treviso Today

