Treviso sta per rivoluzionare il suo servizio di bike sharing, attivo dal 2010, con l’introduzione di 200 biciclette tradizionali e 150 elettriche. Il nuovo bando, della durata di tre anni e con un valore di circa 977.400 euro, mira a sostituire l’attuale parco biciclette e a migliorare il servizio. Le tradizionali rastrelliere saranno sostituite da aree di raccolta dislocate sia in centro che nei quartieri. L’intero servizio sarà gestito tramite un’app, disponibile 24/7, che permetterà di localizzare, prenotare e pagare le biciclette.
Nonostante la crescente popolarità dei monopattini elettrici in altre città, Treviso ha deciso di non includerli nel progetto di mobilità pubblica. Secondo l’assessore Andrea De Checchi, i monopattini sono stati scartati sia per questioni di decoro urbano (tendenza a lasciare i monopattini abbandonati sui marciapiedi) sia per l’incertezza normativa che li circonda. Tuttavia, il bando è aperto a eventuali integrazioni future.
Attualmente, ci sono 200 biciclette e 31 rastrelliere, ma molte delle bici sono inutilizzabili a causa di danni e atti vandalici. Nonostante ciò, il servizio è stato molto apprezzato nel corso degli anni, con un’espansione significativa dal 2010. Il nuovo sistema sarà di tipo free-flow, cioè le biciclette potranno essere prese e lasciate in specifiche aree segnalate senza l’obbligo di agganciarle a rastrelliere.
Tariffe e abbonamenti
Le tariffe di base partiranno da 1 euro per 20 minuti per le biciclette tradizionali, mentre per quelle elettriche il costo sarà di 0,25 centesimi al minuto. Sono previsti anche abbonamenti giornalieri e pacchetti su misura, con un costo che va da 6 a 30 euro, a seconda del tipo di bici e della durata d’uso. Il servizio, che coprirà l’intero territorio comunale (20 km²), sarà rivolto ai residenti maggiori di 14 anni. L’obiettivo è far partire il nuovo sistema entro marzo.
Il commento
«Per Treviso è una rivoluzione totale – spiega Andrea De Checchi, assessore all’Urbanistica con delega alla viabilità – andiamo a triplicare il numero delle biciclette inserendo quelle elettriche raddoppiando le stazioni.
Inoltre le rastrelliere tradizionali verranno sostituite da aree delimitate semplicemente da segnaletica verticale e orizzontale, tutto gestito da un’app. Il bando è ormai in fase di realizzazione e durerà tre anni. Contiamo di essere pronti col nuovo servizio entro marzo». Il Bike Sharing trevigiano non comprenderà i monopattini pubblici: «Abbiamo deciso di non inserirli – conferma De Checchi – per due motivi. Le città che per prime hanno puntato sul monopattino pubblici stanno progressivamente tornando indietro per via dei problemi di decoro (la tendenza di lasciare il monopattino abbandonato in mezzo ai marciapiedi ndr) e anche pericolosità del mezzo. Poi c’è l’incertezza normativa. Il monopattino non è ancora giuridicamente individuato, non è ancora chiaro se serve l’obbligo di targa, casco, assicurazione. Abbiamo preferito soprassedere. Ma il nostro bando è aperto e, eventualmente, possiamo integrarlo in futuro».
Fonte: Il Gazzettino

