Gli Studios Benetton, immersi nella campagna trevigiana, raccontano l’epopea del brand nato dai fratelli Giuliana, Luciano, Gilberto e Carlo Benetton. L’archivio storico, creato nel 2009 e oggi accessibile al pubblico in occasione della Settimana della cultura d’impresa, custodisce oltre 12.000 capi di maglieria, 30.000 documenti e 178.000 materiali iconografici che testimoniano l’evoluzione del brand. Tutto comincia con un semplice maglione giallo, confezionato da Giuliana per Luciano negli anni Cinquanta, quando i colori sgargianti erano una rarità nel guardaroba giovanile. Quel maglione fu il punto di partenza di un’azienda che, nel 1965, aprì la sua prima fabbrica e, l’anno successivo, il primo negozio a Belluno, espandendosi rapidamente fino a Parigi.
Oltre alla moda, l’archivio documenta anche la rivoluzione architettonica legata a Benetton, con la collaborazione di Tobia Scarpa e progetti come Fabrica. Non mancano le memorabili campagne pubblicitarie firmate da Oliviero Toscani, che spinsero il brand oltre la moda, affrontando temi sociali come il razzismo, la religione e i diritti umani. Un’epoca culminata con la controversa campagna del 2000 sui condannati a morte, che segnò la fine della collaborazione tra Toscani e Benetton. Infine, un’area dell’archivio è dedicata alla straordinaria avventura della Benetton Formula Uno, che sotto la guida di Flavio Briatore e con Michael Schumacher conquistò due titoli mondiali negli anni ’90.
Fonte: Il Gazzettino

