Marco Nobili, console generale d’Italia a Vancouver, è scomparso improvvisamente nella città canadese. Nato nel 1966 a Montebelluna e cresciuto a Oderzo, Nobili ha dedicato la sua vita alla carriera diplomatica, lavorando con grande impegno in diversi Paesi del mondo. Nel corso della sua carriera, ha ricoperto ruoli di spicco come vice ambasciatore a Khartoum (Sudan), e successivamente come console in vari Stati, tra cui Croazia, Stati Uniti, Argentina, Svizzera e infine in Canada. Nobili vantava ben quattro lauree, l’ultima in Relazioni Internazionali, con una tesi intitolata “La policy analysis applicata al caso della richiesta di maggiore autonomia per le regioni italiane, con particolare riferimento alla Regione del Veneto”, per la quale ha ottenuto il massimo dei voti, 110 e lode. La tesi fu introdotta dal presidente Luca Zaia, a testimonianza dell’eccellenza del suo lavoro accademico. La sua nomina a console generale a Vancouver risale al settembre 2023, un ruolo che ha svolto con grande dedizione fino al triste evento.
Un uomo di grande intelligenza e impegno
Numerosi sono i ricordi lasciati da Nobili tra amici e conoscenti. Federico Mattiuzzi, amico di lunga data e membro della società sportiva che gestisce la piscina di Oderzo, ricorda gli anni trascorsi insieme e il ruolo cruciale di Nobili come console a Detroit, durante l’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat.
Nobili, oltre ad essere stato un diplomatico di successo, è stato un appassionato nuotatore e istruttore presso l’Arca Nuoto di Oderzo, dove ha lasciato un segno indelebile.
Il ricordo
«Malgrado la lontananza eravamo rimasti in stretto contatto, un’amicizia iniziata quando, a 21 anni, era stato istruttore di nuoto per noi di Arca – racconta Mattiuzzi – . Siamo stati informati della sua morte direttamente da contatti in Canada, non riuscivamo a crederci. Abbiamo così telefonato alla famiglia della moglie che è di Caorle ed abbiamo avuto la conferma di questa triste realtà. A quanto sappiamo ad essergli fatale è stato un malore improvviso». «Lo ricordo come un uomo dall’intelligenza brillante, che ha lavorato tanto, facendo sacrifici per arrivare lontano» chiude commosso Mattiuzzi. Il diplomatico lascia la moglie, due figli, la sorella Luisa.
Fonte: Il Gazzettino


