Don Luigi Cecchin, aperta in Brasile la causa di beatificazione

Una partecipazione numerosa e sentita ha caratterizzato, lo scorso 6 febbraio, l’apertura della causa di beatificazione di don Luigi Cecchin nella cattedrale di Limoeiro in Brasile. Conosciuto come “o santinho” (il piccolo santo), don Luigi è ricordato per la sua dedizione ai poveri della comunità di Nazaré, dove ha trascorso oltre quarant’anni della sua vita..
Registrato alla nascita, l’11 dicembre 1924, all’anagrafe di San Martino di Lupari, don Luigi è, poi, cresciuto frequentando la parrocchia di Galliera Veneta. Dopo vent’anni di ministero nella nostra diocesi come cappellano e come padre spirituale nel Seminario diocesano, il 6 febbraio 1969 sbarcò in Brasile, al porto di Rio de Janeiro. Il 26 maggio arrivò, in corriera e con solo una valigetta nera in mano, a Limoeiro, località dello Stato del Pernambuco, nel nordest del Brasile, luogo di grande povertà.
Originario della Diocesi di Treviso, il sacerdote partì per il Brasile nel 1969, iniziando un’opera di sostegno e formazione dei giovani tramite il Centro di formazione dei minori, ora noto come Istituto padre Luigi Cecchin. Il 21 settembre 2023, il Dicastero per le Cause dei Santi ha concesso il “nihil obstat” per procedere all’inchiesta diocesana sulla vita e virtù di don Luigi, avviando così ufficialmente il processo di beatificazione. La celebrazione eucaristica di apertura è stata presieduta da mons. Francisco de Assis Dantas De Lucena, vescovo di Nazaré, insieme a vari rappresentanti della Diocesi di Treviso. Le testimonianze sul carisma di don Luigi sono numerose, sia in Brasile che in Italia, e il suo impegno verso i più bisognosi è ora riconosciuto anche dalle autorità ecclesiastiche.
Il vescovo Francisco, durante la celebrazione eucaristica, ha letto il messaggio a lui rivolto dal Vescovo di Treviso mons. Tomasi, che esprime gioia e gratitudine per l’avvio della causadi beatificazione di don Luigi. Il Vescovo riconosce come sia “un grande dono anche per tutta la nostra diocesi, e in particolare per il nostro presbiterio diocesano, sapere che l’amore e la dedizione ministeriale vissuti da don Luigi continuano a essere fecondi, fino al punto da far scaturire nel popolo, che Lui ha amato e servito, il desiderio che la Chiesa ne possa riconoscere ufficialmente il cammino di santità. La santità, dunque, è un cammino possibile: è la stessa missione che Dio ci ha affidato. E questo vale tanto più per un pastore, che, come fratello tra fratelli, alimenta con la sua vita santa il cammino di santità del popolo che gli è affidato, e nel contempo viene nutrito e sorretto nel suo ministero dal Signore attraverso i segni di santità presenti quel popolo”.
“La memoria della vita don Luigi – l’augurio finale di mons. Tomasi -, continuerà a favorire la comunione tra le nostre Chiese sorelle, nel ricordo di quello scambio di doni che le nostre Chiese di Treviso e Nazaré hanno vissuto nella loro storia; a rinnovare in noi lo slancio apostolico e missionario di Cristo, il Buon Pastore d’amore; ad amare i poveri, quali primi destinatari del Vangelo”.

Fonte: La Vita del Popolo  

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