Tarzo: il giardino “segreto” dei mille bonsai

Nel cuore della Marca Trevigiana, tra le colline Unesco di Tarzo, si trova un luogo che sembra uscito da un sogno: il Giardino Museo Bonsai della Serenità. Un angolo nascosto, dove la natura e l’arte si fondono perfettamente, grazie alla passione di Armando Dal Col, uno dei massimi esperti italiani e internazionali di bonsai. Conosciuto anche in Giappone, Dal Col è una vera e propria autorità in questo campo, e il suo giardino è una testimonianza del suo amore per le piante e per la filosofia orientale che ne accompagna la cura.

La magia del giardino

Per entrare nel giardino, i visitatori devono percorrere una ripida gradinata, che li porta in un’altra dimensione, un mondo fatto di dettagli, silenzio e contemplazione. All’interno si trovano circa mille bonsai, una raccolta straordinaria che testimonia l’amore e la dedizione di Dal Col per questa arte millenaria. Ogni pianta è trattata con cura maniacale, come una piccola opera d’arte che cresce e si evolve nel tempo. Il giardino non è solo un luogo di bellezza, ma anche un museo vivente, che racconta la storia dei bonsai e la passione che Dal Col ha dedicato alla cura di queste piante. Ogni bonsai ha la propria storia, e insieme formano un racconto più grande che parla di pazienza, attenzione ai dettagli, e rispetto per la natura.

La filosofia giapponese ha avuto un forte impatto sul pensiero di Dal Col. La valorizzazione dei vuoti, l’importanza dei particolari e la cura verso ciò che è “rotto” sono concetti che si riflettono perfettamente nel suo lavoro. Questo approccio si traduce nella cura meticolosa dei suoi bonsai, che sembrano essere piccole rappresentazioni di un mondo armonioso e perfetto.

Il giardino ha avuto inizio nel 1958, quando un effetto ottico fece sembrare a Dal Col che un larice maestoso si appoggiasse sulla sua mano. Da lì è iniziata la sua passione per il bonsai: raccogliendo pietre e piccole pigne, Dal Col ha creato il suo primo albero, che è cresciuto rigoglioso. Da questo semplice gesto sono nati altri esemplari, fino a trasformare il giardino in un vero e proprio tempio della storia del bonsai. Un altro momento significativo nella storia del giardino è stato l’incontro con il Patriarca: un faggio secolare del Cansiglio, di ben 252 anni. Questo albero, massacrato dai colpi di fucile dei cacciatori, è stato salvato con amore e cura. In questo percorso, Haina, la moglie di Dal Col, ha preso parte attivamente alla crescita del giardino, diventando una discepola appassionata dell’arte bonsai. La sua pianta preferita è il rossospino, con il quale ha sperimentato anche un innesto con il biancospino. 

Il tempio della storia dei bonsai in Italia è aperto ai visitatori tutti i giorni. 

Fonte: Rai News  

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

Sei un dirigente scolastico o un insegnante?

Scopri il Progetto Scuola AITM e il Protocollo di Amicizia

Progetto Scuola AITM

Primo numero rivista Trevisani nel MondoPrimo numero rivista Trevisani nel Mondo