Treviso torna sotto i riflettori, diventando ancora una volta il palcoscenico di un’importante produzione cinematografica. Il 19 luglio, in Piazza dei Signori, prenderanno il via le riprese di “Questione di stoffa”, un film diretto da Alessandro Angelini e interpretato da Kabir Bedi e Pierpaolo Spollon. Le scene si svolgeranno per tutta la serata e, nei giorni successivi, animeranno gli angoli più suggestivi del centro storico.
La commedia, che sarà trasmessa in autunno su Rai 1 nella rassegna “Purché finisca bene”, racconta la sfida tra una storica sartoria veneta e l’arrivo di due sarti indiani, aprendo una riflessione sulla convivenza tra culture diverse. Quella che sembra una competizione serrata si trasformerà in un racconto di scoperte e legami inaspettati.
Mentre le scene degli interni sono state girate a Vicenza, Treviso sarà il set per gli esterni, con riprese che attraverseranno piazze, portici, giardini, i suggestivi canali del centro storico, la stazione delle corriere e alcuni locali caratteristici. Pierpaolo Spollon sarà al centro delle scene girate in città, mentre la partecipazione di Kabir Bedi resta ancora incerta.
Oltre ai protagonisti, il set vedrà la partecipazione di un centinaio di comparse, tra cui veri sarti, selezionati dall’agenzia Mira Project Movie Support. Il concorso Miss Città Murata di Cittadella ha inoltre contribuito alla scelta delle modelle in scena, molte delle quali trevigiane. Tra gli attori non protagonisti, ci sarà Man Deep Lion, attore di origini indiane, che interpreterà un personaggio coinvolto in un matrimonio interculturale ricco di equivoci.
Prodotto da Pepito Produzioni, con il sostegno della Regione Veneto, il film segue le orme di altre celebri produzioni girate a Treviso, come “Le mie ragazze di carta” e la serie Rai “L’ispettore Stucky” con Giuseppe Battiston. Grazie alla sua architettura senza tempo e all’atmosfera unica, la città si conferma una meta ideale per il cinema italiano, trasformandosi ancora una volta in un set a cielo aperto, perfetto per raccontare storie di emozioni e incontri.
Fonte: La Tribuna di Treviso

