Con l’avvicinarsi delle Paralimpiadi di Parigi 2024, cresce l’entusiasmo per i cinque atleti trevigiani che vestiranno la maglia azzurra in questa prestigiosa competizione. Il delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico, Davide Giorgi, ha voluto esprimere il suo orgoglio e il suo incoraggiamento a questi campioni, sottolineando l’importanza della loro partecipazione sia dal punto di vista sportivo che umano.
Si tratta di Silvia Biasi (sitting volley, Volley Codognè), Manuel Bortuzzo (nuoto, GS Fiamme Oro), Asia Pellizzari (tiro con l’arco, Arcieri del Castello), Paolo Tonon (tiro con l’arco, Arcieri del Castello), Bebe Vio (scherma, GS Fiamme Oro). A completare il quadro anche Robert Alain Lorenzati, fisioterapista della nazionale di ciclismo. Con un totale di 19 atleti veneti e uno staff tecnico d’eccellenza, la regione si conferma una delle colonne portanti del movimento paralimpico italiano. Nel 2021, alle Paralimpiadi di Tokyo, il Veneto contribuì con 26 medaglie alle 69 complessivamente conquistate dall’Italia. In particolare, la provincia di Treviso brillò grazie ai successi di Bebe Vio, che ora è pronta a difendere il suo titolo e a vivere una nuova esperienza ai massimi livelli.
«Sono impaziente di vedere le nostre ragazze e i nostri ragazzi all’opera a Parigi – commenta il Delegato Cip Davide Giorgi – Le Olimpiadi che stiamo tutti vivendo in questi giorni sono uno spettacolo sportivo straordinario, e quando quegli stessi impianti faranno da scenario ai nostri atleti il messaggio di inclusione universale del movimento paralimpico arriverà fortissimo in tutto il mondo: i cinque portabandiera della Marca sanno di avere anche questa responsabilità, ma prima ancora sanno che anni di duro lavoro verranno messi alla prova al massimo livello agonistico possibile. A tutti voglio dire che non saranno soli quando gareggeranno, perché a tifare per loro ci saranno un territorio e una comunità intera, a partire dalla famiglia del Comitato Paralimpico naturalmente -prosegue il delegato – Rispetto alle aspettative, su Bebe non c’è molto da dire, nella scherma l’atleta da battere rimane sempre lei, però anche Silvia, Manuel, Asia e Paolo partono con numeri importanti e sono fiducioso sulla possibilità di un’edizione che sappia parlare a voce alta anche in trevigiano. A prescindere da tutto, l’augurio è di vivere al massimo un onore come quello di rappresentare il nostro Paese e un’esperienza unica come i Giochi Paralimpici: qualcuno tornerà forse campione, ma di sicuro tutti torneranno atleti e cittadini migliori».
Fonte: Il Gazzettino

