Il Veneto e la provincia di Treviso si confermano tra i protagonisti della filiera italiana della bicicletta, con un’importante crescita sia nel settore produttivo che in quello del cicloturismo. Secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno/Dolomiti, il comparto continua a generare valore, posizionando la regione al primo posto in Italia per numero di addetti nel settore produttivo.
Nel 2023, il settore delle biciclette in Italia ha registrato un fatturato di 1,8 miliardi di euro, con quasi 2 milioni di biciclette prodotte o assemblate. Seppur inferiore ai picchi del biennio precedente, il dato mostra una crescita della domanda, soprattutto per le e-bike, che ora rappresentano il 15% del mercato rispetto al 9% del 2020.
Il Veneto si distingue con 665 unità locali e oltre 2.300 addetti, di cui quasi 1.900 nella sola produzione di biciclette e componentistica, pari alla metà del totale nazionale. A livello provinciale, Treviso è al terzo posto in Italia, con 126 aziende e 410 addetti, dietro solo a Vicenza e Cuneo.
Oltre alla produzione, cresce il fenomeno del cicloturismo, con un aumento delle attività legate al noleggio di biciclette. Secondo le stime, in Italia si contano 2,4 milioni di cicloturisti “puri” (che scelgono la bici come scopo principale della vacanza), a cui si aggiungono 5,1 milioni di turisti occasionali che la utilizzano durante il soggiorno. Il settore genera un fatturato tra i 4,5 e i 5,5 miliardi di euro all’anno, con una crescita a doppia cifra e una forte presenza di turisti stranieri (56% del totale).
La provincia di Treviso è sempre più attraversata da percorsi cicloturistici strategici, come la Treviso-Ostiglia, la ciclabile del Sile verso Jesolo, e le spettacolari tratte dolomitiche come la Calalzo-Cortina e l’Auronzo-Misurina. Tuttavia, secondo il presidente della Camera di Commercio Mario Pozza, “il cicloturismo è in sé un eco-sistema, e che dunque va fatto crescere come tale per funzionare bene, per essere attrattivo, in collaborazione con gli enti locali e anche coinvolgendo le associazioni di appassionati. Il nostro territorio è attraversato ormai da importanti “greenway”: la ciclabile del Sile verso Jesolo, la ora completata Treviso-Ostiglia, le già menzionate ciclabili delle Dolomiti, una che porta direttamente sotto le Tre Cime di Lavaredo, l’altra nella Perla delle Dolomiti. Ma accanto a questi “assi” – è il parere di Pozza – va intensificata e valorizzata la trama delle interconnessioni: per esempio, tra la Valbelluna e Primolano, per agganciare i flussi, importanti, della ciclabile della Valsugana. Oppure fra Treviso e il Montello o i colli Asolani, collegamenti oggi penalizzati da una viabilità non certo “amica” dei ciclisti”.
Fonte: La Vita del Popolo

