La prima mostra personale di Davide Hjort Di Fabio, intitolata “VivaVoce”, offre una riflessione profonda sulla memoria, il modo in cui i ricordi si formano, si conservano e si trasformano nel tempo. L’esposizione, inaugurata alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia Stefania Rosini, resterà aperta al pubblico fino al 13 settembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen.
Ispirato dalle parole della scrittrice Bell Hooks – “Nasciamo e abbiamo la nostra esistenza in un luogo di memoria” – l’artista utilizza materiali come argilla, oggetti ritrovati e fotografie per esplorare il corpo come archivio vivente. Al centro della mostra c’è la storia della sua famiglia e il paesaggio di Popoli, in Abruzzo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i nonni di Di Fabio furono costretti a rifugiarsi in una grotta di montagna per sfuggire ai bombardamenti. Ottant’anni dopo, l’artista è tornato in quel luogo insieme alla nonna, documentando l’esperienza con dei filmati che pongono una domanda essenziale: cosa definisce davvero una casa? È solo un luogo fisico o sono le emozioni e i ricordi che vi associamo?
Davide Hjort Di Fabio (1990, Popoli) è un artista italiano che vive a Copenaghen, dove ha appena completato il suo Master presso l’Accademia di Belle Arti. Ha esposto in Danimarca e a livello internazionale (Den Frie Udstillingsbygning, Kunsthal Charlottenborg, Vejen Kunstmusem e Kunsthal Rønnebæksholm). Nel 2023 gli è stato assegnato il premio per il talento “Anne Marie Carl Nielsen” per scultori.
Fonte: Farnesina

