Marco Carrer, il ballerino trevigiano con una carriera da étoile

Marco Carrer, 23 anni, è la prova che la passione e la perseveranza possono trasformare anche le sfide più difficili in trionfi straordinari. All’età di un anno, un virus colpì le sue gambe, compromettendo seriamente la sua mobilità. Il medico, però, suggerì ai suoi genitori di iscriverlo a un corso di danza, inizialmente come terapia. Da quel momento, la danza è diventata la sua passione e la sua salvezza. A soli tre anni e mezzo, Marco inizia a ballare. Quello che inizialmente era un esercizio per migliorare la sua condizione fisica, si trasforma in un amore che lo accompagnerà per tutta la vita. Oggi, Marco è un ballerino di fama internazionale, con una carriera che lo ha portato a studiare all’Accademia del Bolshoi di Mosca e all’European School of Ballet di Amsterdam. Ha danzato con il Balletto Nazionale Croato a Spalato e con l’Israel Ballet a Tel Aviv, prima di intraprendere una nuova avventura come primo ballerino ospite internazionale a Amsterdam, dove danzerà al fianco della ballerina Alana Morgenstern.

Il suo percorso non è stato facile, ma Marco ha sempre trovato nella danza un obiettivo e una motivazione per superare le difficoltà. «La danza mi ha dato tutto, mi ha aiutato a tornare a camminare, mi ha dato uno scopo nella vita, mi consente di viaggiare il mondo. Ma qualcosa mi ha anche tolto. Non ho sperimentato cosa fosse l’adolescenza. Ma, alla fine, penso sia stato più un dono che un obbligo di rinuncia. E poi la danza, che ora è diventata un lavoro, mi obbliga a vivere lontano dalla mia famiglia e a dover affrontare una situazione lavorativa tendenzialmente incerta in una realtà molto poco protetta dallo Stato».

A settembre e ottobre, Marco si trasferirà ad Amsterdam per un’importante produzione de “La bella addormentata” a Londra, ma i suoi sogni non si fermano qui. Oltre a diventare coreografo e a far danzare le sue creazioni, Marco spera che i suoi libri di poesie, già pubblicati, possano essere tradotti in più lingue e diffusi in tutto il mondo.

La danza, però, gli ha insegnato molto più che la tecnica: «La danza insegna la disciplina, il rigore, la perseveranza, l’adattamento ad ogni condizione di vita e l’accettazione di realtà scomode a cui non ci si può ribellare».

E, se dovesse scegliere uno spettacolo speciale, sogna di interpretare il ruolo di Romeo in “Romeo e Giulietta”, magari con il Balletto di Montecarlo o il Balletto Bejart di Losanna.

Fonte: Il Gazzettino 

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