Beppo Zoppelli, storico editore e libraio, è scomparso venerdì 25 ottobre all’età di 86 anni, nella sua casa di viale Luzzatti, circondato dalla sua famiglia. Con la sua morte, Treviso perde una delle sue anime culturali più rappresentative, una figura che ha segnato in modo indelebile la storia della città, soprattutto nel campo della cultura e dell’enogastronomia.
Beppo era l’erede della dinastia Zoppelli, una famiglia di editori che, dal 1852, gestiva la celebre libreria Zoppelli-Canova, situata nel cuore di Treviso, in Calmaggiore. Questa libreria non era solo un negozio di libri, ma un vero e proprio salotto culturale frequentato da alcune delle personalità più illustri della cultura italiana, tra cui Giovanni Comisso, Carlo Scarpa, Cino Boccazzi, Giuseppe Mazzotti, ma anche Montale, De Sica e Montanelli. Durante gli anni del secondo dopoguerra, la libreria Zoppelli-Canova divenne simbolo di quella che molti definirono la “Treviso piccola Atene”.
Dopo la prematura morte del fratello Fausto nel 1993, l’attività familiare si divise, ma il nome Zoppelli continuò a essere legato alla tradizione culturale della città. Nel corso della sua vita, Beppo Zoppelli ha anche ricoperto il ruolo di Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina per 23 anni, dove ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’enogastronomia della Marca Trevigiana. Entrato nell’Accademia nel 1971, Beppo ha dato un contributo significativo alla valorizzazione delle tradizioni culinarie locali.
Fonte: La Tribuna di Treviso

