Il 21 novembre a Treviso si terrà la presentazione del nuovo libro di Giulio Buciuni, professore di Business Innovation al Trinity College di Dublino, dal titolo “Innovatori Outsider. Nuovi modelli imprenditoriali per il capitalismo italiano” (Il Mulino, 2024). L’evento avrà luogo nell’Aula Magna di Palazzo San Leonardo – Campus Treviso e vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui Elisa Barbieri, Bruno Barel, Mattia Panazzolo e Gianmarco Russo, con l’introduzione e moderazione di Giancarlo Corò.
Il libro esplora la realtà delle imprese plug-in, startup e PMI innovative che portano soluzioni tecnologiche e nuovi modelli di business all’interno di settori industriali maturi. Buciuni definisce queste imprese come “innovatori outsider” che riescono a iniettare innovazione nelle province industriali italiane, contribuendo al miglioramento delle imprese manifatturiere e all’aggiornamento del sistema industriale nel suo complesso.Nel libro vengono raccontati casi di imprese che operano in filiere industriali chiave come automotive, tessile-abbigliamento, calzature, agroalimentare e meccanica. Tra le aziende illustrate, troviamo realtà come Velasca, che trasforma il distretto calzaturiero di Montegranaro, 3dnextech, che lavora nel settore della manifattura additiva, e Macnil, leader nella progettazione di sistemi integrati per l’automotive.
«Il libro di Giulio Buciuni ha il merito di accendere un faro su due aspetti poco indagati del territorio – dichiara Mattia Panazzolo, Direttore provinciale di CNA Treviso –. Il primo è lo stato di salute attuale delle filiere produttive e la trasformazione da intraprendere per restare competitive. Il secondo è il settore dei servizi e del terziario, molto vario e complesso ma che non è stato ancora sufficientemente messo a fuoco. Inoltre le startup innovative che hanno come missione di mercato quella di risolvere le problematiche di valore per le imprese sono di grande utilità, sia per creare lavoro di qualità sia per aiutare le aziende a intraprendere percorsi di innovazione che faticherebbero a sviluppare internamente. Il libro indica la strada giusta e CNA è a disposizione per fare la sua parte insieme all’autore e agli stakeholder del territorio».
L’analisi di Buciuni si inserisce nel contesto dell’economia della conoscenza, dove l’innovazione tende a concentrarsi in grandi hub mondiali, mettendo a rischio la competitività delle province industriali italiane. Tuttavia, le imprese plug-in rappresentano una risposta innovativa, capace di integrare le tradizioni produttive locali con le tecnologie moderne e i modelli tipici delle startup, ridando centralità ai territori industriali italiani.
L’autore esamina anche l’importanza di CNA Treviso, che ha collaborato alla ricerca, contribuendo con dati sulle imprese locali. L’obiettivo ora è dare vita a un dialogo duraturo tra le PMI e le startup del territorio, basato sull’approccio innovativo delineato nel libro.
«Le imprese plug-in iniettano nuove soluzioni tecnologiche, conoscenze, prodotti e modelli di business all’interno di settori industriali maturi – spiega Giulio Buciuni –, contribuendo all’upgrading delle imprese manifatturiere e del sistema industriale nel suo complesso. Si comportano, a tutti gli effetti, come degli aggiornatori di sistema e permettono a una serie di territori industriali di avere accesso a nuove forme di conoscenza e modelli di business. Ci offrono dunque un nuovo modello imprenditoriale per il futuro del capitalismo italiano, che può trovare casa nei luoghi che sembrano oggi esclusi dal circuito globale dei grandi hub dell’innovazione, ridando centralità e rilevanza ai territori industriali italiani».
Fonte: Venetoeconomia

