La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha esaminato e approvato diversi emendamenti al decreto-legge 36/2025 sulla cittadinanza. Il sottosegretario Giorgio Silli e il senatore Roberto Menia (FdI) hanno confermato che l’obiettivo è “mitigare” alcune norme senza “stravolgere” il provvedimento originario.
Ecco le principali modifiche approvate:
- Nuovo articolo 1-bis: Introduce un articolo aggiuntivo per favorire il recupero delle radici italiane. Questo prevede quote di ingresso per lavoratori discendenti di cittadini italiani che provengono da Paesi con importanti flussi migratori.
- Modifiche alla legge 91/92:
- La cittadinanza potrà essere concessa a stranieri che hanno un ascendente di secondo grado (nonno/a) che è stato cittadino per nascita.
- Viene eliminata l’esigenza di avere un ascendente di primo grado (genitore) nato in Italia.
- La norma ora prevede che la cittadinanza sia concessa a chi risiede legalmente in Italia da almeno due anni (anziché tre). Per chi è nato in Italia, sono necessari almeno tre anni.
- Riacquisto della cittadinanza: È stato approvato un emendamento che permette a coloro che hanno perso la cittadinanza (secondo le leggi del 1912) di riacquistarla tramite una dichiarazione, entro il periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027, a condizione di essere nati in Italia o di avervi risieduto per almeno due anni.
- Tempi di attesa: Il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza viene fissato a 24 mesi, eliminando la possibile proroga a 36 mesi. Per le domande già pendenti, continuerà ad applicarsi la normativa precedente.
- Norme sull’ascendenza: La nuova formulazione riconosce la cittadinanza a chi ha un ascendente di primo o secondo grado che possiede o possedeva la cittadinanza italiana.
- Validità delle domande: Viene riconosciuto lo stato di cittadino a coloro che hanno presentato la domanda con la documentazione necessaria entro le 23:59 del 27 marzo 2025, ora di Roma.

