USEF (Associazione Siciliani del Cile) ha inviato una lettera aperta al governo e alla Regione, chiedendo di rivedere il decreto legge sulla cittadinanza attualmente in esame al Senato. L’associazione teme che le nuove norme possano tagliare i legami con la madrepatria per le future generazioni.
Nella lettera, la comunità siciliana del Cile ha sottolineato le sue origini risalenti alle grandi migrazioni del Novecento, quando i loro antenati furono costretti a lasciare la Sicilia per ragioni di sopravvivenza e che pur avendo ricostruito una vita in Cile, non hanno mai dimenticato le loro origini, trasmettendo lingua, cultura e valori ai figli e ai nipoti.
L’associazione esprime particolare dolore per la limitazione a sole due generazioni nel riconoscimento della cittadinanza per discendenza. Per la maggior parte dei siciliani in Cile, che appartengono già alla terza o quarta generazione, questa riforma significa essere esclusi “solo in virtù di una pratica amministrativa che mette in discussione la nostra identità culturale”.
La comunità cilena sottolinea che l’essere italiani va oltre un semplice status giuridico, è un senso di appartenenza profondo e una “memoria condivisa”. L’associazione paventa che in 10 o 15 anni non avrà più membri con cittadinanza italiana e chiede al governo di “riconsiderare questa decisione con uno sguardo più ampio” e di non “chiudere la porta” a chi, pur vivendo lontano, si sente una risorsa che estende l’identità italiana nel mondo.

