Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha pubblicato un report che riassume i contenuti e i contributi emersi durante l’ultima riunione del Tavolo Tecnico di coordinamento sul Turismo delle Radici. Il rapporto dipinge un quadro di grande successo per il progetto, che mira a valorizzare i legami tra gli italiani all’estero e i loro territori d’origine.
Secondo il Direttore Generale Luigi Maria Vignali, il progetto è “un’eccellenza” che ha dimostrato la leadership mondiale dell’Italia in questo settore. I risultati sono già significativi: il portale Italea.com ha registrato oltre 1,5 milioni di visite, e la “Italea Card” virtuale, che offre sconti e vantaggi, conta più di 12.000 iscritti e 730 partner commerciali.
Sono oltre 800 i Comuni italiani che hanno partecipato al progetto, organizzando circa 750 eventi che hanno coinvolto più di 150.000 partecipanti. Le prime stime economiche sono molto positive, con previsioni di 5 milioni di presenze aggiuntive di turisti delle radici tra il 2025 e il 2026 e una spesa stimata in 5,5 miliardi di euro. Uno studio di Deloitte prevede un impatto complessivo sul territorio di 1 miliardo di euro e la creazione di 99.000 nuovi posti di lavoro.
Nonostante le sfide, il report conferma che il Turismo delle Radici è molto più di un semplice progetto turistico: è un “ecosistema di relazioni, progetti e persone” che contribuisce a contrastare lo spopolamento dei borghi, recuperare la memoria storica e rafforzare il legame con le comunità italiane nel mondo. La piattaforma Italea.com e le Italee regionali continueranno a essere attive anche dopo la fase iniziale, con il Ministero che fungerà da punto di riferimento.

