La Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a sostenere la creazione di un “Museo dell’italianità” a Buenos Aires, un progetto di grande valore storico e culturale. Lo ha annunciato la sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi, definendo l’iniziativa una “estensione naturale” del lavoro del Museo nazionale dell’emigrazione italiana di Genova. Il museo, il primo del suo genere fuori dall’Italia, sarà situato vicino al monumento di Cristoforo Colombo e avrà come scopo quello di raccontare il patrimonio dell’emigrazione italiana in Argentina.
Il progetto, dal costo stimato di 7 milioni di dollari, sarà finanziato da circa 50 aziende private che hanno già manifestato il loro interesse. La gestione sarà affidata a una fondazione. La sottosegretaria ha rassicurato i deputati, precisando che il Governo non sosterrà oneri finanziari. Ha inoltre accolto la richiesta di condividere con la Commissione l’elenco delle aziende coinvolte.
Durante il dibattito, sono emerse diverse posizioni. Fabio Porta (PD) ha lodato l’iniziativa, proponendo che il museo entri a far parte di una rete globale di istituzioni simili, coordinata dal museo di Genova. Toni Ricciardi (PD) ha invece sollevato dubbi sulle risorse economiche e ha criticato il fatto che l’omaggio alla comunità argentina arrivi dopo un decreto che ha reso più difficile per gli oriundi ottenere la cittadinanza italiana. Formentini (Lega) ha difeso il progetto, sottolineando l’importanza di rivolgere l’attenzione all’America Latina e di tutelare la memoria di Cristoforo Colombo.

