Il CGIE propone una strategia nazionale per il rientro in Italia

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ha presentato un documento che delinea una strategia nazionale per incentivare il rientro in Italia dei cittadini residenti all’estero. La proposta, illustrata da Matteo Bracciali, presidente della VII Commissione del CGIE, mira a creare un “sistema organico, accessibile ed equo” che vada oltre le attuali agevolazioni fiscali e includa anche i lavoratori non altamente qualificati.

Il dibattito ha evidenziato come le attuali politiche, che favoriscono principalmente il rientro di ricercatori e professionisti, non riescano a sostenere quella che Bracciali ha definito “un’emigrazione povera” che pure esiste. Per superare questa limitazione, il CGIE propone di costruire un “ecosistema integrato” basato su tre pilastri: casa, lavoro e formazione. Questo approccio olistico include misure come mutui agevolati, riconoscimento dei titoli esteri e programmi di riqualificazione professionale, oltre a una rete di accompagnamento personalizzato per facilitare il processo di reintegrazione.

A sostegno delle tesi del CGIE, sono intervenuti due esperti. Michele Valentini, del Gruppo Controesodo, ha mostrato dati allarmanti, come il calo del 40% dei rientri a seguito della stretta sulle agevolazioni fiscali nel 2024. Valentini ha presentato una proposta di legge che lega gli incentivi a investimenti “qualificati” nel Paese per favorire la permanenza a lungo termine.

Il CGIE e gli esperti concordano sul fatto che il rientro non può dipendere solo dal fattore economico, ma che è necessario un “salto culturale” e un approccio più coraggioso e lungimirante per sfruttare un’opportunità strategica per il Paese.

Fonte: Aise

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