Il Comites di Ginevra ha espresso una ferma e profonda contrarietà alla nuova legge sulla cittadinanza italiana che introduce pesanti restrizioni all’accesso alla cittadinanza iure sanguinis per i discendenti degli italiani residenti all’estero.
Il Comitato ha definito l’approvazione della legge un processo “accelerato e senza alcun reale confronto” con le comunità italiane nel mondo, qualificando la normativa come un “attacco grave e inaccettabile” ai diritti di milioni di persone, colpevoli solo di essere nate da famiglie italiane all’estero e di aver mantenuto viva l’identità italiana.
L’Organizzazione ha poi denunciato la decisione delle istituzioni italiane di procedere senza coinvolgere le rappresentanze democratiche come Comites e CGIE, svilendo così il loro ruolo e ignorando i principi costituzionali di uguaglianza, partecipazione e inclusione. Ha chiesto il pieno rispetto del diritto alla cittadinanza per chi è italiano per discendenza e cultura, anche se nato e cresciuto fuori dai confini nazionali, riaffermando l’impegno a tutelare i diritti e a promuovere una cittadinanza inclusiva e consapevole.
“La cittadinanza non è solo un atto burocratico – ha concluso il Comites – ma il riconoscimento di un legame profondo con la nostra storia nazionale. Spezzare questo legame significa rinnegare una parte essenziale della nostra identità collettiva”.

