Si è conclusa a Roma una settimana di lavori intensa e “concreta” per il Comitato di Presidenza (CdP) del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). L’obiettivo principale emerso dagli incontri è far “cambiare lo sguardo” dell’Italia verso le comunità all’estero, definite una “miniera d’oro” che non deve essere “ghettizzata”.
La Segretaria Generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, ha sottolineato la necessità che “tutto il Paese” comprenda e si relazioni con gli italiani all’estero.
Sulla controversa riforma della cittadinanza, il CGIE ha ribadito la valutazione negativa espressa a giugno. Il Vicesegretario Generale per l’America Latina, Mariano Gazzola, ha espresso “preoccupazione per la criminalizzazione della doppia cittadinanza” e ha definito la legge come un’introduzione dello ius soli in Italia.
I Vicesegretari hanno insistito sulla necessità di una “nuova narrativa più rispettosa” degli italiani all’estero. Silvana Mangione (Paesi Anglofoni extraeuropei) ha chiesto investimenti per il mantenimento dell’italianità, soprattutto in risposta alla “nuova emigrazione in cui l’italiano si sta perdendo”.
Giuseppe Stabile (Europa e Nord Africa) ha rimarcato l’importanza di “potenziare il rientro” con misure ad hoc e ha proposto di raccogliere e rendere conoscibili tali strumenti all’estero, puntando sulla “concretezza” e sul coinvolgimento di tutto il Sistema Paese.

