La flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero è stata al centro della conferenza tenutasi in Senato, promossa dal Senatore Roberto Menia. L’obiettivo è favorire il rientro degli italiani e oriundi per incoraggiare la rinascita economica e demografica, in particolare nei borghi del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016.
Il Senatore Menia ha ribadito che gli italiani all’estero sono una “risorsa” e un valore da “rafforzare” anche attraverso politiche fiscali e sulla cittadinanza. Questo provvedimento prevede la flat tax al 7% sui redditi esteri per nove anni (dieci in totale) per i pensionati stranieri o italiani residenti all’estero da almeno 5 anni, che trasferiscono la residenza in un comune in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo con popolazione inferiore a 20.000 abitanti.
Giuseppe Stabile, Vicesegretario Generale del CGIE per l’Europa e l’Africa del Nord, ha sottolineato l’importanza della “capillarità” nell’informazione e ha definito la flat tax un “modello virtuoso” che può diventare nazionale. Ha evidenziato che la “rinascita locale è l’infrastruttura della rinascita nazionale”, richiamando i dati dell’istituto previdenziale tedesco, che vedono 348 mila pensioni versate a beneficiari italiani negli anni 2023/2024.
L’appello conclusivo è quello di “fare sistema” tra Ministeri, Regioni e Comuni per creare un “archivio unico” delle misure e “costruire le ragioni per cui vale la pena tornare a vivere, a investire e a credere nell’Italia”.

