Rivoluzionare il sistema educativo per l’infanzia in Veneto, passando dalla gestione statale a quella regionale per abbattere i costi a carico delle famiglie. È questa la sfida emersa durante il convegno promosso dalla Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) a Treviso, dove è stato presentato uno studio dell’Università Cattolica che mette a confronto la realtà veneta con quella della Provincia Autonoma di Trento.
Dall’analisi del prof. Rosina emerge un dato emblematico: per le scuole dell’infanzia paritarie, il contributo dello Stato per ogni alunno in Veneto è pari a un settimo rispetto a quanto investito a Trento. Mentre nel modello trentino l’istruzione 3-5 anni è gratuita e lo 0-2 ha costi contenuti per i genitori, in Veneto il sistema regge grazie al “privato sociale” (spesso parrocchie), che però si trova in forte sofferenza finanziaria, scaricando gran parte dei costi sulle famiglie.
La soluzione proposta da Simonetta Rubinato (Fism Treviso) è chiara: ispirarsi a Trento per garantire equità e sostenibilità, trasformando il privato sociale in un pilastro riconosciuto di una governance pubblica integrata.

