Il numero di febbraio dell’edizione per l’estero del “Messaggero di sant’Antonio” si conferma una finestra aperta sulle eccellenze e sulle storie di resilienza della comunità italiana nel mondo. Dalla diplomazia culturale in Medio Oriente alle missioni nel cuore della foresta amazzonica, la rivista traccia una mappa dell’orgoglio e della solidarietà tricolore attraverso i cinque continenti.
In primo piano, la rivista propone un’intervista a Umberto Fanni, direttore della Royal Opera House Muscat in Oman. Fanni illustra come la musica e il balletto siano diventati linguaggi universali per un dialogo rispettoso tra culture diverse, trasformando la capitale del Sultanato in un crocevia culturale di rilievo internazionale.
La sezione “Italiani nel mondo” esplora i temi dello sradicamento e dell’integrazione:
- Canada: A Montréal, l’intellettuale istriano Claudio Antonelli racconta il valore della memoria e dell’identità italiana dopo l’esodo giuliano-dalmata.
- Svizzera: Si celebrano i 50 anni dell’Associazione calabrese di Lucerna, un pilastro del volontariato nato in tempi difficili e oggi perfettamente integrato nel tessuto locale.
- Costa Rica: Viene dato spazio alla piccola ma attiva comunità piemontese, impegnata nel preservare le tradizioni e le eccellenze regionali oltreoceano.
Infine, la rivista tocca le corde della commozione con la storia di suor Rosy Lapo, missionaria vicentina di 74 anni. Da mezzo secolo in Amazzonia, tra Brasile e Colombia, suor Rosy è diventata la “grande mamma” degli indigeni Baniwa e Barè, assistendo la nascita di oltre cinquemila bambini nella foresta e testimoniando un legame indissolubile con la sua terra di missione.

