In un momento storico segnato da profonde lacerazioni globali, il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha aperto i lavori del Consiglio permanente dei vescovi a Roma con un discorso denso di richiami alla pace e alla coesione sociale. Al centro della sua riflessione, la drammatica situazione in Medio Oriente e il ruolo della Chiesa in una società sempre più polarizzata.
Zuppi ha espresso profonda vicinanza alle Chiese mediorientali, “segnate dalla violenza e dalla sofferenza”, sottolineando come le ferite di quelle terre interroghino la coscienza di tutti. Il Cardinale ha rilanciato con forza l’appello di Papa Leone per un immediato cessate il fuoco, definendo la voce del Pontefice come una delle poche capaci di offrire una “visione umana e ragionevole” dei rapporti tra i popoli.
Un passaggio toccante è stato dedicato al martirio di padre Pierre Al-Rahi, rimasto accanto alla sua comunità fino al sacrificio estremo, descritto come un “luminoso seme di speranza” per una Chiesa che non arretra davanti al dolore.
Di fronte alle difficoltà delle famiglie e alla “grande solitudine” di giovani e anziani, Zuppi ha indicato nella comunità l’unica risposta possibile. Citando l’Evangelii gaudium come bussola per il XXI secolo, il Cardinale ha esortato le parrocchie a trasformarsi in centri di “estroversione missionaria”. Non più semplici istituzioni assistenziali, ma luoghi di fraternità capaci di accogliere i “cercatori di senso” e di dare carne alle istituzioni attraverso la creazione di legami autentici.

