Giornata europea per le vittime del lavoro: l’appello di Tajani

Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha rinnovato il suo fermo e convinto sostegno alla proposta del Parlamento europeo volta a istituire ufficialmente una “Giornata Europea in memoria delle vittime del lavoro”, da celebrarsi l’8 agosto di ogni anno. L’importante iniziativa legislativa affronterà un passaggio chiave il prossimo 6 maggio, data in cui è fissato il voto all’interno della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento, per poi approdare definitivamente al voto della Plenaria del Parlamento Europeo nel mese di giugno 2026.

Il titolare della Farnesina ha espresso il massimo impegno politico affinché la proposta possa raccogliere il più ampio e trasversale consenso possibile a Bruxelles. Secondo Tajani, infatti, la memoria della storia collettiva dei popoli europei costituisce uno dei pilastri fondamentali su cui edificare il futuro stesso dell’Unione Europea. L’istituzione di questa ricorrenza l’8 agosto – definita una data dall’altissimo valore simbolico per l’UE – offrirebbe un segnale forte, concreto e pienamente condiviso dell’impegno delle istituzioni comunitarie verso i medesimi obiettivi di tutela perseguiti dalla Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro (ILO).

La scelta della data non è affatto casuale: l’8 agosto 1956 si consumò una delle più grandi tragedie minerarie della storia a Marcinelle, in Belgio, all’interno del pozzo del Bois du Cazier. In quel drammatico incidente persero la vita ben 262 minatori di dodici diverse nazionalità: il bilancio registrò 136 italiani, 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 3 algerini, 3 ungheresi, 2 francesi, un inglese, un olandese, un russo e un ucraino. Una tragedia comune in cui l’emigrazione italiana pagò il tributo di sangue più pesante, fianco a fianco con i lavoratori giunti da ogni angolo del continente. A settant’anni da quel tragico evento, l’obiettivo ministeriale è fare in modo che Marcinelle diventi a tutti gli effetti un luogo-simbolo della coscienza europea, un monito per ricordare le origini dell’Unione e il prezzo altissimo pagato affinché l’Europa dei trattati si trasformasse anche in un’Europa di donne e uomini finalmente liberi di muoversi e di lavorare.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

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