Papa Leone XIV presenta l’enciclica “Magnifica humanitas”

Lunedì 25 maggio 2026, Papa Leone XIV ha presentato nell’Aula del Sinodo la sua prima enciclica, intitolata “Magnifica humanitas”, incentrata sulla custodia della persona umana nell’era dell’Intelligenza Artificiale. L’evento ha segnato una svolta storica, poiché per la prima volta un Pontefice ha presenziato alla presentazione pubblica di un proprio documento magisteriale. Firmata simbolicamente il 15 maggio nel 135° anniversario della Rerum novarum di Leone XIII, l’enciclica traccia un parallelismo tra la rivoluzione industriale dell’epoca e l’attuale transizione digitale, ponendosi l’obiettivo di decifrare le repentine trasformazioni tecnologiche alla luce del Vangelo e della dignità umana.

Il cuore del testo, frutto di dieci anni di riflessione interna alla Santa Sede, risiede nel forte e deliberato appello a “disarmare l’IA”, liberandola da logiche di dominio, esclusione e morte che rischiano di influenzare radicalmente la vita quotidiana e il modo stesso di combattere le guerre. Il Santo Padre ha espresso profonda inquietudine per lo sviluppo di sistemi d’arma autonomi fuori dal controllo umano e per l’uso di algoritmi viziati da pregiudizi, capaci di negare l’accesso al lavoro, alla sicurezza e all’assistenza sanitaria. Proprio come da tempo avviene per l’energia nucleare, il Papa ha chiesto un disarmo tecnologico affinché l’IA sia sempre vincolata alla coscienza, alla responsabilità e alla ricerca della giustizia.

A testimoniare la gravità del momento e l’apertura al dialogo, accanto ai cardinali Parolin, Fernández e Czerny, sedevano nell’Aula del Sinodo autorevoli esperti di hi-tech, tra cui Cristopher Olah, co-fondatore di Anthropic, che il Papa ha pubblicamente ringraziato invitandolo a camminare insieme per trovare un nuovo percorso. Leone XIV ha chiarito che la Chiesa non possiede risposte tecniche né intende sostituirsi a chi ne ha la competenza, ma desidera offrire con umiltà e franchezza quella “saggezza sull’umano” di cui il mondo contemporaneo ha urgente bisogno, ribadendo la centralità di ogni persona come soggetto unico, libero e dotato di coscienza.

Richiamando un’esperienza personale del 2017 legata alle devastanti inondazioni di El Niño in Perù, il Pontefice ha ricordato che ricostruire il futuro non significa semplicemente rimpiazzare ciò che è andato distrutto, ma riparare i legami sociali e ripristinare la fiducia, poiché «nessuno ricostruisce da solo». L’orientamento dell’Intelligenza Artificiale verso il bene comune richiede una visione integrale che sappia unire progettisti, istituzioni, paesi ricchi e periferie del mondo in un processo di ascolto reciproco. L’enciclica si conclude con l’invito a cooperare per l’edificazione di una società più fraterna, auspicando la nascita di una nuova stagione di “artigiani della speranza”.ù

Fonte: Vaticannews

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