La fede non può più essere data per scontata, nemmeno tra chi frequenta regolarmente le parrocchie. Da questa netta premessa della Conferenza episcopale italiana nasce “Radicati e costruiti in Cristo”, il nuovo documento operativo approvato dall’Assemblea generale dei vescovi per tradurre concretamente nelle comunità i contenuti del Cammino sinodale. Il testo si articola su quattro linee guida sintetiche: rimettere al centro il dono della fede, valorizzare la vita comunitaria, promuovere la corresponsabilità differenziata e verificare l’adeguatezza delle strutture.
Nuovi percorsi per adulti e lo stop all’individualismo
Il primo snodo affronta la trasmissione della fede, che oggi non viene più considerata un processo automatico. I vescovi indicano la necessità di superare gli attuali percorsi di iniziazione cristiana per i giovani, non più sufficienti, e di inaugurare veri e propri itinerari di “ricominciamento” e primo annuncio per gli adulti. Il documento esorta a creare contesti ospitali e liturgie più attrattive, lanciando al contempo un monito contro la cultura individualista e il rischio di separare l’impegno caritativo-sociale dalla reale vita di fede comunitaria.
Parrocchie aperte, ministeri alle donne e taglio delle diocesi
La parte più incisiva del Report tocca la riconfigurazione strutturale della Chiesa sul territorio. Le parrocchie dovranno trasformarsi in “comunità di comunità” missionarie, capaci di aprirsi all’esterno e favorire la riconciliazione sociale. Sul fronte della governance, i presuli aprono ufficialmente alla possibilità di affidare nuovi ministeri battesimali a donne e uomini, promuovendo guide pastorali in équipe e garantendo la presenza femminile in ruoli di autorità per superare gestioni ancora monocratiche e clericali. Le stesse commissioni episcopali apriranno ai non vescovi, diventando “Commissioni ecclesiali”.
Strutture più leggere per non frenare la missione
L’ultimo orientamento riguarda la gestione dei beni materiali: edifici, immobili e apparati burocratici non devono trasformarsi in una “zavorra” che sottragga energie all’evangelizzazione. Viene chiesto di immaginare modalità inedite di amministrazione affinché le strutture non ostacolino mai la missione. Il documento, che guiderà anche le Conferenze episcopali regionali nella definizione dei futuri criteri per l’accorpamento delle diocesi, si chiude con l’invito a una verifica periodica, consapevoli che il rinnovamento richiederà tempo, pazienza e conversione.

