Un momento storico per il dialogo interreligioso in Italia. Presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis a Roma, i responsabili delle quindici confessioni religiose più diffuse nel Paese hanno siglato il patto intitolato “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”. Il documento, nato sotto l’egida della Conferenza episcopale italiana (Cei), è il frutto di un percorso di incontri annuali iniziato nel 2023.
Il testo si apre con un preambolo che sottolinea l’importanza di agire insieme per il bene comune e si articola in nove impegni e azioni concrete. Tra gli obiettivi principali figurano la promozione di una cultura della pace e il riconoscimento della pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato, offrendo un argine a polarizzazioni ed estremismi. Nel pomeriggio, una delegazione accompagnata dai giovani delle diverse fedi ha consegnato il testo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Un apporto fondamentale alla stesura del documento è arrivato dai giovani delle rispettive confessioni che, dal 2024, hanno lavorato come “ambasciatori” del dialogo sul territorio. Soddisfazione è stata espressa da Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che ha evidenziato la necessità di dare segnali di accoglienza in tempi di forti tensioni. Sulla stessa linea Yassine Baradai, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, che ha auspicato una capillare diffusione dei valori del patto a livello locale.
Tra i quindici firmatari figurano i massimi esponenti delle comunità ebraiche, islamiche, buddiste, induiste, ortodosse, evangeliche, bahá’í, sikh e cattoliche, uniti nella volontà di dimostrare che le differenze teologiche non costituiscono una barriera ma una risorsa per la crescita della società civile.

